8 marzo: il senso del governo del cambiamento per le donne

il popolo in marcia - dipinto

Questa volta non commento. Non necessita. Le mie parole non potrebbero aggiungere nulla anzi, rischierebbero di sminuire la rabbia che si leva dalle donne del “Comitato Esodati Licenziati e Cessati”. Mi limito a riportare il fatto e le prime, veementi reazioni delle donne esodate. Reazioni che un governo assennato farebbe bene a meditare attentamente se è vero (e lo è) che le donne costituiscono circa la metà dell’elettorato

Il fatto
Da il Sole24ore dell’ 8 marzo 2019:Con un riscatto a forfait di 2.620 euro per ogni anno di mancata contribuzione, fino ad un periodo massimo di otto annualità, poco più di 1.300 lavoratori esodati potranno accedere alla pensione anticipata con quota 100 o con Opzione Donna.

La pronta, rabbiosa reazione delle donne del Comitato:
Sono INDIGNATA stasera e non mi passa. Di solito sono una persona  pacata, ma stasera l’INDIGNAZIONE mi sommerge. Lo sapete che il voto alle donne è stato concesso il 1° febbraio 1945? Sono passati 74 anni da allora ed in questo tempo abbiamo lottato ed ottenuto il RICONOSCIMENTO del nostro lavoro, quello presso le aziende e quello che svolgiamo a casa nella società, crescendo i figli, accudendo i genitori anziani, correndo a destra e a manca per prenderci cura di tutti e tutto, anche essendo orgogliose di essere delle buone lavoratrici per i nostri datori di lavoro, ci siamo evolute, abbiamo studiato e abbiamo reso rilevante riconosciuto e riconoscibile il nostro ruolo. OGGI dopo 74 anni ci cancellano con un colpo di spugna! Chi se ne frega di tutte quelle ESODATE rimaste senza lavoro e senza PENSIONE! Se la vogliono la pensione se la PAGANO! Il messaggio chiarissimo è questo! RIBELLIAMOCI! Portiamo la nostra INDIGNAZIONE fuori dalle nostre case e dal circolo ristretto delle nostre amicizie! Iniziamo a far sentire la nostra VOCE! Parafrasando un noto gruppo di lotta delle donne, SE NON LO FACCIAMO ORA, QUANDO?

E ancora…
LA GUERRA DEL VIETNAM – La riforma Fornero ha falcidiato la generazione nata negli anni ’50. Ci ha massacrato costringendoci a lotte fortissime per vedere riconosciuto quello che è il nostro diritto costituzionale alla pensione. La politica, tutta la politica succedutasi negli anni, ci ha ripetutamente massacrato con 8 consecutive “salvaguardie” che cercavano di riparare agli errori commessi creando nuove e pesantissime disuguaglianze e alla fine ha lasciato fuori 6000 persone con le loro famiglie. Da un anno è arrivato il governo del cambiamento e dopo mesi e mesi partorisce un abominio non leggibile e non commentabile e ce lo vuole spacciare per “soluzione del problema esodati”, 1300 su 6000 che devono oltretutto pagare per ottenere il diritto alla pensione… Sono indignata come donna con tutte le donne di questo Comitato, scaricate con una protervia senza pari. Hanno progressivamente disconosciuto il ruolo della donna nella società fino a oggi, giorno nel quale ci hanno fatto la festa scaricandoci come peso superfluo! Indignatevi! E’ veramente il momento di indignarsi e di lottare! Non possiamo più, nessuno di noi, signori uomini compresi, restare supini ad attendere. Ecco cosa succede ad attendere, la guerra del Vietnam made in Italy, uccisa un’intera generazione, cancellata dal lavoro e dalla pensione e oggi strangolata dalla povertà ci viene propinata una soluzione a pagamento per sole 1300 persone. Inaccettabile anche per gli uomini che ne raggiungono i requisiti, ma improponibile per le donne, l’estremo insulto alla generazione più numerosa del dopoguerra, quella che ha mandato avanti l’Italia per anni, quella elogiata per essere lo zoccolo duro della società italiana. Svegliatevi signore e signori! E’ ora!

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