IX salvaguardia, dalle promesse si passi ora ad un fattivo confronto

 

Roma 15-09-2015

 

Su invito di Antonino Abbate del Movimento per i Diritti dei Disoccupati (MDD), Gabriella Stojan, esodata esclusa dalla ottava salvaguardia e componente del Comitato “Esodati Licenziati e Cessati”, ha presenziato all’incontro tra i portavoce di diverse criticità sociali e previdenziali con esponenti di alcune forze politiche, organizzato per il 14 u.s. presso l’Auditorium Enzo Baldoni di Milano.

Per la parte politica erano presenti Alessandro Giardiello e Paolo Grassi per Sinistra Rivoluzionaria, Kaoter El Bohumi per il Partito Democratico, Bruno Misculin e Daniele Pesco per il Movimento Cinque Stelle, Onorio Rosati e Tino Magni per Liberi e Uguali, Massimiliano Murgo, Massimo Gatti e Nico Vox per Potere al Popolo, Mario Bonetti per Sinistra per la Lombardia, Aquilele Campiotti e Silvio Restelli per il Popolo della Famiglia e Gianmarco Senna per la Lega.

Limitatamente a quanto emerso in relazione agli argomenti prettamente concernenti gli esodati esclusi e la necessità di una ulteriore e definitiva salvaguardia, il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” ritiene necessario esprimere alcune considerazioni. La nostra Gabriella, pur non intervenendo direttamente nel confronto, ha comunque colto alcune sfumature, nelle disponibilità espresse dai vari schieramenti politici, meritevoli di una attenta riflessione. Se si esclude il sostanziale mancato pronunciamento da parte degli esponenti del Partito Democratico e  del Popolo della Famiglia, i restanti esponenti si sono dimostrati sostanzialmente favorevoli ad una nona salvaguardia e consapevoli che la specificità del problema va affrontata in un contesto di diritto e non può trasformarsi in una questione assistenziale o di riforme.

A parere di questo Comitato però, diversi soggetti politici ancora palesano una consapevolezza approssimativa di alcuni importanti aspetti, quali l’urgenza del provvedimento e la necessità di una esatta aderenza ai requisiti che definiscono la condizione di lavoratore esodato; aspetti che, qualora non venissero tenuti in debito conto, potrebbero essere causa di conseguenze normative anche rilevanti. Per il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” è infatti importante si comprenda che, per molti esodati esclusi dalla ottava salvaguardia, già sono trascorsi o si stanno approssimando i termini della decorrenza quindi, più che alla prossima legge di stabilità, si deve pensare ad un decreto ministeriale da porre tra i primi obiettivi della prossima legislatura; tanto più che le risorse necessarie, ampiamente ricavabili dai risparmi della ottava salvaguardia, sono già disponibili nel Fondo Sociale per Occupazione e Formazione (FOSF).

Infine, il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” intende mettere in guardia le forze politiche dalle gravi conseguenze che deriverebbero da eventuali ipotesi di censire la platea per mezzo di soluzioni estemporanee: una strada improvvida, già strumentalmente esperita in precedenza con esiti totalmente mistificanti della reale consistenza numerica. Assodato che il censimento dei cittadini è precipua competenza delle istituzioni e che tale responsabilità non può, in nessun modo, riversarsi sul cittadino stesso, non sussisterebbe nemmeno alcuna ratio nel censire soggetti che sono già automaticamente censiti nel momento in cui presentano istanza. Su questo punto, il Comitato esprime fin d’ora la sua ferma convinzione che il ricorso a soluzioni empiriche, estranee ai competenti organi che la legge medesima deputa a tale precipuo compito, non entrerà mai a far parte del modus operandi delle forze che oggi si propongono alla guida del Paese.

Per altro verso, potrebbe apparire addirittura strumentale l’ipotesi di censire i potenziali beneficiari attraverso la semplice conta delle istanze respinte dalla ottava salvaguardia. Premesso che l’istanza per la ottava salvaguardia può averla presentata chiunque, compreso chi nemmeno rientra nella casistica degli esodati, la maggior parte degli esodati esclusi, consapevoli di non rientrare nei termini, non hanno presentato istanza e per questo vanno rispettati, non danneggiati. Essersi informati e uniformati al dettato delle leggi dello Stato non è un demerito e non può costituire pretesto per una successiva esclusione dal riconoscimento del diritto.

Affinché sia realmente definitiva, la salvaguardia deve invece tendere sostanzialmente all’esaurimento dell’intera platea o, quanto meno, fino alla concorrenza delle coperture economiche disponibili, escludendo qualsiasi pregiudiziale temporale sul conseguimento dei requisiti e delle decorrenze. Unica limitazione temporale deve essere costituita dai canonici 60 giorni per presentare istanza, onde delimitare nel tempo la facoltà di esercire il diritto.

La molteplicità delle tematiche e il poco tempo a disposizione non avrebbero consentito di affrontare questi aspetti che, solo in apparenza, possono sembrare dettagli ma che, nella realtà, sono stati concausa di molti “errori” del passato. Per questa ragione, a conclusione della serata, alle rappresentanze politiche convenute il Comitato ha fatto pervenire una cartellina con le proprie proposte e osservazioni in merito alla nona salvaguardia; cosa che sta facendo, ormai da giorni, anche nei confronti di molti altri personaggi politici e in tutte le molteplici occasioni di incontro. La stessa documentazione è stata successivamente fatta pervenire a coloro i quali, per inderogabili impegni, hanno dovuto abbandonare l’evento anzitempo.

 

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