Esodati: la risposta all’interpellanza Maestri n. 2-01952

 

foto dell'on. Andrea Maestri

 

In data 6 ottobre 2017 è pervenuta risposta all’interpellanza veloce n° 2-01953, a firma dell’on. Maestri e già pubblicata giorni addietro su questo blog. Per chiarezza, nel merito occorre precisare che, in ragione dell’impossibilità ad intervenire in Aula da parte del Sottosegretario al MdL on. Luigi Bobba e su richiesta dello stesso, l’interpellanza era stata trasformata nella interrogazione a risposta scritta n° 4-17994.

Occorre subito dire che il «Comitato Licenziati o Cessati Senza Tutele», pur volendo prescindere dal disappunto per il formale “niet” ricevuto, non esita a definire la risposta parzialmente elusiva e del tutto insoddisfacente.

Nell’interpellanza (poi interrogazione) si evidenziavano:

– consistenti risparmi derivanti dalla ottava salvaguardia;
– circa 5.000/6.000 ex lavoratori ancora esclusi dalle salvaguardie;
– marcate differenze nei termini utili al raggiungimento dei requisiti tra le diverse categorie;
– il disconoscimento unilaterale, da parte dello Stato, di un preciso patto nei confronti dei cittadini c.d. “esodati”;

In sintesi si chiedeva:
– utilizzo dei risparmi summenzionati a copertura di una ulteriore salvaguardia;
– se il Governo fosse a conoscenza dei dati aggiornati forniti da INPS;
– tutela per tutti i lavoratori esodati che raggiungerebbero i requisiti entro il 6 gennaio 2021;

Nella risposta che di seguito riportiamo, come si può facilmente verificare, a diversi quesiti non c’è risposta.

Vero è che, con l’affermazione secondo la quale «non sono all’esame del Governo ulteriori interventi in materia» ogni altra considerazione perde di significato e diventa sostanzialmente superflua ma l’interrogazione portava argomentazioni che comunque meritavano considerazione e risposte. A cominciare dalla possibilità di utilizzare i fondi residui per coloro ai quali erano stati originariamente destinati, per finire ad un chiarimento circa le motivazioni che hanno portato a salvaguardare persone la cui decorrenza si estende fino al 2022 (ed anche oltre) mentre lo stesso provvedimento lo si nega ad altre che la decorrenza la raggiungono nel 2018.

Che il Governo non abbia in esame la questione è un fatto; che non possa rivedere le decisioni ne è un altro e le argomentazioni a sostegno di una interpellanza servono appunto a questo e, per questo, devono ottenere risposta.

O dobbiamo forse immaginare che, per quanto concerne la Finanziaria (mi si perdoni il termine un po’ retrò e poco radical-chic) le decisioni irremovibili siano già definite prima della discussione in aula (non sarebbe la prima volta e nemmeno la seconda), blindate e che tutto ciò che quotidianamente osserviamo, ascoltiamo e leggiamo, sia soltanto una collettiva, gattopardesca rappresentazione con tutti gli attori in scena?

In verità, i timori che questa possa essere la cruda realtà, nella quale lentamente sta agonizzando il nostro Paese, sono difficili da sedare ma, nonostante tutto, il «Comitato Licenziati o Cessati Senza Tutele»,  anche con il sostegno di questo blog, non disarma e già si adopera per avviare nuove iniziative a favore delle istanze degli esodati.

 

 

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