I 6.000 esodati ancora in presidio a rivendicare un diritto costituzionale

locandina presidio

Elisabetta Rondolà e Gabriella Stojan, rispettivamente coordinatrici dei comitati esodati “Contributori volontari” e “6.000 esodati esclusi”, per la giornata del 27 giugno 2019 hanno indetto l’ennesimo presidio di fronte al Ministero del Lavoro per sollecitare la salvaguardia dell’ultimo contingente di circa 6.000 esodati non salvaguardati per via dei diversi limiti, a seconda della categoria di appartenenza, imposti dall’ultimo provvedimento di salvaguardia (Legge 232/2016). Di seguito il messaggio che, per l’occasione, Elisabetta Rondolà intende veicolare ai diretti coinvolti ma anche alla politica e ai media affinché si chiarisca, una volta per tutte, chi sono gli esodati, la natura del danno da loro subito e quali siano le uniche soluzioni alle quali è dovere istituzionale, prima ancora che morale, ottemperare per parte dello Stato.

Scrive Elisabetta Rombolà:

In preparazione a questo ennesimo presidio, credo sia il tempo di fare un po’ di chiarezza.

  1. – da un lato ci sono i 6000 esodati rimasti fuori dall’ottava salvaguardia per “vizio di data”.
  2. – dall’altro ci sono tutti quelli che hanno subito grave danno dalle Leggi Sacconi e Fornero, ma che NON sono esodati.

Cosa s’intende per “vizio di data”?
Il vizio di data significa semplicemente che gli esclusi non maturavano la decorrenza entro i termini stabiliti dalla legge, conseguentemente l’interessato non ha presentato domanda o, se l’ha presentata, gli è stata rigettata dall’INPS.

Cosa contestiamo?
L’ottava salvaguardia, in  termini di maturazione del requisito (il momento in cui una persona acquisisce il diritto giuridico di andare in pensione), ha di fatto concesso 10 anni di transitorio (dal 31/12/2011 al 31/12/2021) alla sola categoria A) alla quale appartengono gli ex lavoratori cosiddetti mobilitati.

Tutte le altre categorie sono state DISCRIMINATE avendo assunto nei loro confronti, quale limite di legge, la decorrenza (il momento in cui effettivamente ti entrano i soldi in tasca) diversificandolo tra le categorie stesse e rispettivamente :

  • b) 6-1-2019 (contributori volontari con versamenti);
  • c) 6-1-2018 (contributori volontari senza versamenti);
  • d) 6-1-2019 (lavoratori cessati con accordi collettivi e individuali e lavoratori licenziati unilaterali);
  • e) 6-1-2019 (lavoratori in permesso per assistenza figli disabili);
  • f) 6-1-2018 (lavoratori a tempo determinato);

Da tener presente che, tra il momento della maturazione del requisito e la decorrenza ci sono 12 mesi (i soldi dell’INPS viaggiano a dorso di mulo…). Appare quindi chiaro a chiunque come, in tutto questo, esista una palese ingiustizia.

Cosa chiediamo per gli esodati
Chiediamo la riapertura dell’ottava salvaguardia, quindi stessa declaratoria delle categorie, adeguamento ed unificazione al 31/12/2021  dei termini entro i quali devono essere raggiunti i requisiti (dieci anni di transitorio uguale per tutte le categorie) ed ovviamente la necessaria copertura economica che, per 6.000 soggetti, riteniamo si aggiri intorno ai 350 milioni.
Riaprire i termini della ottava salvaguardia consentirà a chi ha subito la reiezione della domanda per vizio di data di ripresentarla e consentirà di presentarla anche a chi rientra nel transitorio ma, in precedenza, non aveva presentato domanda per l’ottava consapevole di non rientrare nei termini previsti.
Chiediamo inoltre il blocco dell’Aspettativa di Vita e dell’Adeguamento di Genere al 31-12-2018, in quanto li riteniamo eccessivamente penalizzanti, soprattutto per le donne. Su queste sole basi si può consentire all’INPS di definire la platea e i relativi costi. Senza contare che questa nostra impostazione si avvale di rilevanti supporti giuridici e normativi, quali le sentenze costituzionali 822/1988 e 70/2015, nonché del precedente costituito dalla stessa VIII salvaguardia laddove ha concesso i dieci anni di transitorio alla categoria dei mobilitati. La nostra richiesta è quindi orientata verso un provvedimento in ambito previdenziale che sancisca, in maniera definitiva, il diritto fino a qui negato agli ultimi 6.000 Esodati rimasti.

Superare gli equivoci
il termine “esodati” è nato per identificare specificamente quei lavoratori danneggiati retroattivamente dalla riforma Fornero nel periodo previgente la quiescenza (cioè prossimi alla pensione quindi con aspettative pensionistiche, nel breve, già ben definite), i quali hanno perso il lavoro, a qualunque titolo, entro il 31 dicembre 2011 o, entro tale data, stipularono accordi per dimettersi. Non si tratta di semplici asserzioni perché è la stessa sentenza 822/1988 a parlare laddove afferma che :

«In particolare, non può dirsi consentita una modificazione legislativa che, intervenendo o in una fase avanzata del rapporto di lavoro oppure quando già sia subentrato lo stato di quiescenza, peggiorasse, senza una inderogabile esigenza, in misura notevole ed in maniera definitiva, un trattamento pensionistico in precedenza spettante, con la conseguente irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore per il tempo successivo alla cessazione della propria attività lavorativa».

Vorrei si notasse che solo due categorie (licenziati unilatrali e lavoratori a tempo determinato) hanno il cosiddetto “paletto 2007”, e noi ripartiamo da qui: non abbiamo MAI detto o scritto, da nessuna parte, che il paletto 2007 debba riguardare tutte le categorie.

NOI non chiediamo di riscrivere la declaratoria delle categorie; chiediamo semplicemente di adeguare, a tutti gli esodati, i termini di legge a quelli di maggior tutela già contenuti nella VIII salvaguardia e attualmente riservati ad una sola categoria.

La “certificazione ITL”
E’ vero che molti sono in possesso della famosa lettera ITL (ex-DTL), ma quella lettera (per favore leggetela con attenzione), che in tanti ha ingenerato confusione e false aspettative (iniziava con “la domanda è stata accolta!”), non dice altro che i documenti presentati sono corretti ed esaustivi ma nulla dice in merito ai requisiti pensionistici, la cui verifica spetta unicamente a INPS.
Faccio un esempio: la legge chiede di selezionare tutti quelli biondi e con gli occhi azzurri? Tutti quelli che sono biondi e con gli occhi azzurri rientreranno in quella Legge ma se, oltre a questo, la Legge prevede che si debba anche essere alti per ottenere il beneficio, allora ci sarà una ulteriore scrematura e il secondo controllo lo passa solo chi è alto. Questo è esattamente quello che succede con le ITL.

Parlando invece di chi non è esodato o, pur essendo esodato, non rientrerebbe nel previsto transitorio, dev’essere chiaro a tutti che noi NON ABBIAMO MAI DETTO di VOLER ESCLUDERE SOLUZIONI PER CHI NON È ESODATO O TRAVALICA I 10 ANNI DI TRANSITORIO!

Nell’incontro del 10 aprile al Ministero del Lavoro, nel mio intervento di presentazione della richiesta di riapertura delle domande dell’ottava, ho detto chiaramente ed a gran voce che ERAVAMO PIENAMENTE DISPONIBILI a valutare concordemente altre soluzioni per chi travalicava i 10 anni di transitorio.

Nel successivo incontro del 23 maggio, rispondendo alla domanda diretta dell’interlocutore istituzionale il quale chiedeva se fossimo d’accordo a valutare ulteriori provvedimenti per chi travalica il transitorio di 10 anni, abbiamo chiaramente detto,: SIAMO ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO ANZI, CHIEDIAMO ESPRESSAMENTE CHE VENGANO PERSEGUITE LE STRADE PIÙ IDONEE ED OPPORTUNE.

Se vogliamo risolvere l’attuale stallo, che l’interlocutore istituzionale potrebbe essere tentato di strumentalizzare, questo è il momento di SFOGGIARE TUTTI L’ONESTÀ INTELLETTUALE CHE CI APPARTIENE, al di la degli interessi, della sfiducia e dei trascorsi di otto anni, che oggi ci possono solo danneggiare perché, per ottenere risposte costruttive è condizione irrinunciabile presentarsi con proposte anche dissimili ma giuridicamente fondate.

Infine l’INPS.
Ogni provvedimento di salvaguardia si chiude a numeri azzerati, cioè sono stati salvaguardati tutti quelli che rientravano nei dettami normativi della Legge in essere quindi, domandare a INPS se sia rimasto fuori qualcuno è una domanda priva di senso.
Viceversa può avere senso chiedere all’INPS di estrarre il numero di coloro che sono rimasti fuori dall’ottava per vizio di data e non è per caso che, ad una mia domanda, più articolata ma uguale nella sostanza, il dirigente INPS ha risposto “ad una domanda così precisa sono in grado di rispondere”.

Il presidio del 27 giugno
Nella forma più chiara e semplice che mi è riuscita, spero di aver illustrato in maniera conveniente le ragioni del presidio indetto dal nostro Comitato, al quale tutti gli esodati ed ex esodati sono invitati a partecipare. Le persone sono tutte BENVENUTE! SEMPRE E COMUNQUE. Sarà un’ottima opportunità per parlarci a voce, rivendicare insieme la nostra vita e, quello che ora più conta, parlare con un unico linguaggio alle istituzioni.

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