Lettera degli esodati al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

 

Con il nuovo anno l’Odissea degli esodati è ormai entrata nel suo sesto anno e ancora c’è chi resterà escluso dalle salvaguardie, che ammontano ormai a ben otto. Da qualche parte si inizia a parlare di non meglio definite “soluzioni allo studio” o perfino “pronte” ma il timore che, per chi è rimasto indietro, si guardi a soluzioni fantasiose, mai pienamente ricostituenti del diritto a suo tempo negato, è forte; soprattutto lo diventa quando, invece che di “restituire il diritto”, con toni dal sapore vagamente evasivo, si parla genericamente di “soluzioni”. Per queste ragioni, il Comitato Esodati “Licenziati o Cessati Senza Tutele” intende cogliere l’occasione della Festa del Tricolore, alla quale è attesa la partecipazione del Presidente della Repubblica, per consegnargLi la richiesta di un Suo interessamento a che si pervenga alla piena restituzione di quanto a suo tempo negato, nella forma e nella sostanza, per tutti coloro ai quali tale diritto è stato negato retroattivamente; lettera che ora il blog, in accordo col Comitato in questione, qui riporta integralmente.

 

immagine di Sergio Mattarella

 

 

Ill. mo Sig. Presidente della Repubblica
prof. Sergio Mattarella
c/o Palazzo del Quirinale – ROMA

 

Ill. mo sig. Presidente,
con la recente Legge di Stabilità 2017 il governo ha inteso dare soluzione definitiva all’annoso problema degli esodati, generato dall’entrata in vigore della Legge 214/2011. Il legislatore ha disposto il prolungamento delle scadenze dei termini al raggiungimento dei requisiti per determinate situazioni di esodo dal lavoro e delle decorrenze per altre. A consuntivo dell’ottava salvaguardia, ritenendo con questo ultimo provvedimento di avere esaustivamente ottemperato all’impegno assunto nel corso degli anni da tutti i ministri, la stessa Legge di Stabilità dispone di conseguenza l’abolizione del fondo esodati, istituito all’art. 1, comma 235 della Legge 228 del 24 dicembre 2012, e la destinazione dei residui fondi economici ad altro impiego.

Si dovrebbe quindi ritenere che, in osservanza del principio costituzionale di uguaglianza tra tutti i cittadini di fronte alla Legge, le misure disposte comportino necessariamente identici benefici a parità di situazioni anagrafiche, contributive e di uscita dal lavoro, non avendo rilevanza le ragioni stesse per le quali il licenziamento sia stato concordato, piuttosto che imposto da necessità aziendali. La sostanza che accomuna in un unico ed eguale diritto le diverse categorie di lavoratori esodati è l’aver lasciato il lavoro per proseguire figurativamente o a proprie spese un accumulo contributivo al cui termine avrebbero conseguito il diritto alla quiescenza; percorso questo che la Legge Fornero ha invece interrotto introducendo pesanti effetti retroattivi, con le ben note conseguenze sulla vita stessa degli ex lavoratori in questione.

Nella certezza della Sua piena condivisione circa l’alto valore sociale del principio di eguaglianza tra i cittadini di fronte alla Legge, in ragione del quale, anche laddove la determinazione a rendere giustizia fosse condizionata da ineludibili esigenze di gradualità, mai può indurre lo Stato a derogare dall’altro fondamentale principio dell’equità, vogliamo qui rappresentare come a questi elementari e fondamentali principi sia venuto meno il provvedimento noto come “Ottava salvaguardia”.

Pur nella consapevolezza che l’attuale legislazione previdenziale ha prodotto altre importanti discriminazioni, quali il mancato riconoscimento del cumulo contributivo per esodati e Opzione Donna e la discriminazione nei confronti delle lavoratrici per mezzo dell’abnorme e repentino innalzamento dei requisiti pensionistici a loro imposto, non si può trascurare di rilevare che, per l’ottava salvaguardia, mentre per alcune tipologie di ex lavoratori, nei confronti dei quali è previsto il perfezionamento dei requisiti entro 36 mesi dal termine mobilità, estendendone di fatto la tutela fino al 6 gennaio 2021, per altre tipologie, vincolate al regime delle decorrenze per un periodo di soli 24 o 12 mesi (a seconda della casistica), la tutela si limita per alcuni al 6 gennaio 2019, mentre per altri non va oltre il 6 gennaio 2018. In sostanza, una discriminazione nel diritto che, nei casi limite, tra due ex lavoratori appartenenti a differenti tipologie, ancorché caratterizzati da una perfetta identità di requisiti, arriva a superare i 5 anni.

«Così come intendo inviare un messaggio di sostegno e di speranza alle famiglie particolarmente in affanno: non vanno lasciate sole, e chiedo l’impegno di tutti perché le difficoltà si riducano e vengano superate.»

«Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello.»

«Non ci devono essere cittadini di serie B.»

Sono parole Sue sig. Presidente, da Lei pronunciate attraverso i rituali messaggi di fine anno coincidenti con i primi due anni del Suo settennato; parole di forte impatto costituzionale, che onorano la Sua presidenza e che rendono grande la nostra Democrazia. Parole alle quali siamo qui ora a chiederLe di dar corpo attraverso un Suo istituzionale intervento; un forte e fattivo impegno a restituire giustizia, equità e dignità a queste persone, gli esodati, da ormai cinque anni privati di reddito e di prospettive di vita, quindi della loro stessa dignità, da una Legge dello Stato che li ha ridotti a cittadini di serie B.

Nella cornice di questa splendida Festa del Tricolore e nella certezza della Sua massima considerazione verso gli alti valori rappresentati dalla nostra Costituzione, in difesa dei quali Ella ha giurato pubblicamente mentre noi un pari sentimento lo conserviamo nell’intimo delle nostre convinzioni, ringraziandoLa per l’attenzione che ci ha concesso, vogliamo rivolgerle il saluto che tutti ci accomuna e che, piú di ogni altro, sintetizza e cementa i valori del nostro amato Paese: Viva l’Italia, viva la Repubblica.

 

 

Reggio Emilia 7 gennaio 2017

Il Comitato Esodati “Licenziati o Cessati Senza Tutele”

 

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