Ottava salvaguardia, quali soluzioni per gli esclusi?

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La7 trasmissione del 16-11-2016

 

L’azione di alcuni comitati esodati prosegue incessantemente e, se il particolare momento legislativo non concede molte opportunità per interloquire con le sedi istituzionali, le occasioni per mantenere viva l’attenzione pubblica e politica intorno alla loro tormentata vicenda, gli esodati le cercano attraverso i media. Il confronto pubblico va però affrontato con molta cautela e, in un precedente articolo avevo infatti messo in guardia dalle conseguenze di approccio distratto. Il contributo del mio commento alla precedente trasmissione di La7 del giorno 9 u.s. è stato certamente modesto ma, a partire dalla successiva trasmissione di La7, “L’aria che tira”del 16 novembre 2016, se ne trae che il Comitato “Esodati, Licenziati e Cessati Senza Tutele”, al quale è iscritta Roberta Bottaro, presente in studio, deve aver molto lavorato sugli aspetti della comunicazione emersi nel corso della precedente trasmissione e i risultati non si sono fatti attendere.

Ad onor del vero, va riconosciuto il merito a Myrta Merlino, conduttrice della trasmissione, di aver puntato su un’atmosfera meno conflittuale e più serena e rispettosa nell’alternarsi degli interventi. Un raro esempio di buona e professionale conduzione del dibattito, durante il quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di esporre ed ascoltare le proprie e le altrui ragioni; uno stile d’antan, purtroppo ormai raro ma sempre pregevole, di condurre una tribuna televisiva. Altrettanto si deve riconoscere alla Sig.ra Roberta Bottaro, intervenuta per parte degli esodati, una invidiabile ed estesa conoscenza della materia, unitamente ad una indubbia capacità di trarre esperienza da precedenti situazioni in cui la sua emotività era stata messa a dura prova dagli altri partecipanti alla trasmissione. Non di meno va rilevato il contributo portato dall’on. Cesare Damiano all’atmosfera dialogante in cui si è svolto, sempre attento a non creare spazi alla conflittualità. Argomentando compiutamente e con cognizione delle proprie affermazioni, l’on. Damiano ha saputo ascoltare le ragioni degli esodati, rapportandole agli attuali limiti legislativi imposti dalle esigenze di bilancio e quelli imposti dai vari ministeri. In altre parole: si è assistito alla più concreta dimostrazione che urlare, irridere, sovrapporsi prepotentemente agli interventi del prossimo manipolando i dati secondo la propria convenienza, non porta utili a nessuno: non premia chi conduce la trasmissione, non facilita la comprensione della tematica, mette a dura prova la pazienza degli spettatori e non crea valore aggiunto alla parte politica.

In quanto ai contenuti della trasmissione, le parole dell’on. Damiano hanno lasciato chiaramente intendere un suo impegno a perseguire una soluzione, anche dopo la Legge di Stabilità, per coloro che purtroppo non rientreranno nei termini di questa salvaguardia. Si tratta di un importante segnale del quale gli esodati prenderanno certamente atto e, in ragione del quale, vorranno quanto prima riaprire un dialogo costruttivo con la parte politica più sensibile alle loro rivendicazioni.

Positiva è stata anche, sempre da parte dell’on. Damiano, la conferma che alcuni dei più attesi emendamenti sono stati ammessi alla discussione della Legge di Stabilità, tra i quali ha ricordato l’estensione al 31 dicembre 2014 della data di licenziamento per i mobilitati e l’estensione dal 72° all’84° mese delle decorrenze per le altre categorie;

Dall’altro versante, la Sig.ra Bottaro, pur manifestando apprezzamento per il lavoro fino a qui svolto dalla Commissione Lavoro, ha però ricordato che altri problemi, forse anche più preoccupanti, allo stato attuale dell’arte resterebbero comunque irrisolti: primo fra tutti la sopressione del fondo esodati ma anche le macroscopiche discriminazioni tra categorie, laddove i termini temporali del diritto si riferiscono al conseguimento dei requisiti per gli uni e alle decorrenze per gli altri, permangono. Infine, rileva Bottaro, che esistono coperture per 42.000 soggetti ma i ministeri, prima riducono le complessive salvaguardie da 172.000 a 164.000, poi le ridimensionano ulteriormente a 157.700 limitando la platea della ottava salvaguardia a soli 27.700 beneficiari.

In conclusione, non è davvero difficile comprendere come qualsiasi futura soluzione, che pretenda di essere rispettosa del diritto costituzionale leso, dipenda direttamente dalla permanenza in essere del fondo esodati. Vista la pregiudiziale che non consente di disporre di nuove coperture economiche, di quali soluzioni si potrebbe parlare per gli esodati esclusi dalla ottava salvaguardia, qualora si dirottassero ad altro impiego le giacenze del fondo esodati? Da dove si potrebbero attingere le risorse necessarie ad una eventuale nona salvaguardia oppure ad un contatore, come già è stato fatto per Opzione Donna, oppure ancora, ad una sanatoria per gli esclusi? Quali impegni futuri si possono convintamente assumere a fronte di una stabilità di governo fortemente condizionata dagli esiti del referendum confermativo di dicembre, di una tempesta bancaria latente all’orizzonte e di una UE sempre più scettica nei confronti dei bilanci italiani? Su questo punto è evidente che si debba necessariamente pervenire, quanto prima e comunque entro i termini di modifica della Legge di Stabilità, ad un confronto aperto e chiarificatore con la controparte politica.

 

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