Settima salvaguardia – Ora prevalgano la legge e la ragione

manifestazione esodati

Un amico…. Di nome faceva Tranquillo.
Gli dissero «stai sereno!»
…AVEVO un amico.

Come si fa ad essere e restare sereni?

Esodati non salvaguardati
…un calvario lungo 4 anni.

La politica degli ultimi anni ci ha
insegnato che il “non si può fare”
è sempre stata una balla colossale,
una leggenda metropolitana…

 

Arriva il giovanotto di Firenze; arriva pedalando in bicicletta,. I primi giri per Roma sulla Smart di un seguace; dopo un anno e mezzo eccolo volare con un A330 da 200 milioni di dollari. Lui in politica è un velociraptor, bipede, carnivoro, velocissimo.

Lui, l’alfa!

Riconosciuto quale indiscusso capo supremo, il branco parrebbe disposto a morire pur di seguirlo. I suoi colleghi del passato, rottamati, paiono al confronto apatosauri mansueti, vegetariani, lenti, grossi e goffi.

Sarà lui alla fine a decidere. Il branco discute propone ma, su come sferrare l’utimo attacco, quello DEFINITIVO,

decide lui;
come sempre imprevedibile.

A breve avremo notizie. A giorni si concluderà l’iter della Conferenza dei Servizi che avrà come primo risultato una relazione nel merito dei risparmi conseguiti dalle passate salvaguardie; poi, già al lavoro, i tecnici di INPS e MEF per la definizione delle previsione dei risparmi futuri. Difficile che ci si scosti di molto da quei 3,3 mld già certificati da INPS in un passato recente.

Resta l’atto finale: decidere i contenuti del provvedimento
che i duo Pol-Pad ha dichiarato sarà

DEFINITIVO.

Chiaro come verrà superato il mantra, tanto compianto da alcuni, dell’anno x anno. Scontato come verranno superati i famosi problemi tecnici di bilancio, dati in pasto ai più come scusa per il suo perpetuarsi.

Ora è sui contenuti che bisogna soffermarsi.

Tante sono le ipotesi e le previsioni fatte da gufi e colombe ma proviamo ad azzardare affidandoci alla logica. La semplicità della ragione: metodo quasi sempre premiante. Credo che l’imprevedibilità di Raptor renda il compito complicato, ma proviamo comunque.

I cosiddetti esodati nascono da decisioni assunte in un momento emergenziale della nazione. Tutti ricordano la fragorosa caduta del Cavaliere e la venuta, a quel tempo, del tecnico col loden, sospinto dalla forza incalzante dello spread. La salvezza del paese la pagarono sopratutto gli esodati, i pensionandi, i proprietari di prime case e tutti gli italiani, immolati sull’ara del novello dogma del pareggio di bilancio in Costituzione.

Questi furono le vittime sacrificali designate col “Salva Italia”.

«Salva che?»
«Salva Italia!»
«… Si, vabbè… ne riparliamo in un altro articolo….»

Sulle pensioni, Raptor ha sempre tifato per una manovra taglia debito ma, a suo tempo, ha anche dichiarato che

« La riforma non era sbagliata ma va trovata la soluzione per gli esodati,
perché è inaccettabile che lo Stato prima stipuli un patto e poi ti freghi »

La sua voce arriva ultima, dopo risposte e dichiarazioni proferite da politici di tutti gli schieramenti: « ingiustizia da sanare al più presto! ». Voci nel deserto alle quali, lo scorso martedì, si sono aggiunte le dichiarazioni della ex ministra, meglio nota per le furtive lacrime e per la maniacale parsimonia nel distribuire caramelle: « Il governo chiuda definitivamente la vicenda esodati! ».

Certo, ad onor del vero, fuori dal coro qualche voce stonata s’è levata. Ferr-Ich-Cazz, il triunvirato propugnatore di condanne esemplari, sebbene da posizioni di palese minoranza, non si è mai risparmiato dal proferire le sue surreali tesi negazioniste. Volendo restare nell’ambito della inconfutabile oggettività, dobbiamo quindi guardare esclusivamente alle leggi e al susseguirsi degli eventi che ad esse si riferiscono

L’art, 24 della legge n, 214 del 22 dicembre 2011 al comma 14 definisce le categorie derogate, i cosiddetti “esodati”:

14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente articolo continuano ad applicarsi …[ omissis ]… nonché nei limiti del numero di 50.000 lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:

  • a) ai lavoratori collocati in mobilita’;
  • b) ai lavoratori collocati in mobilita’ lunga;
  • c) ai lavoratori che, alla data del 31 ottobre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore;
  • d) lavoratori che, antecedentemente alla data del 31 ottobre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
  • e) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio

Con i successivi decreti attuativi verranno poi introdotti i famosi paletti, soprattutto temporali; operazione discutibile e giuridicamente scarsamente difendibile poiché un decreto attuativo non può modificare i principi della legge dal quale esso stesso discende.

Nel tempo saranno poi emanati ben sei provvedimenti di salvaguardia; decreti e leggi che, di fatto, estenderanno la condizione di “esodato” ad altre categorie di ex lavoratori: licenziati, legge 104, contratti a tempo determinato ecc. ecc. La rilettura dei testi di legge ci consente quindi di stabilire con certezza, a partire dalla sua genesi per arrivare fino ad oggi, la composizione, per categorie di appartenenza, della complessa galassia esodati.

Da una stima iniziale di 50.000 esodati, si passerà ben presto a 65.000, poi a 110.000. Infine l’allora Ministro del Lavoro rischiò la sfiducia in Parlamento a causa di una relazione INPS, antecedente alla legge “Salva Italia” e finora mai smentita, che parla di 392.000 esodati. Nel frattempo, igoverni Monti e Letta hanno stanziato 11.6 mld a copertura di 170.000 salvaguardie, basandosi sulle previsioni di INPS. Sarà così che, con la LEGGE 24 dicembre 2012, n. 228 comma 235 si destinano i risparmi delle salvaguardie ad un fondo economico avente i seguenti obiettivi:

Al fine di finanziare interventi in favore delle categorie di lavoratori di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, …[ omissis ]…, è istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un apposito fondo con una dotazione di 36 milioni di euro per l’anno 2013. Le modalità di utilizzo del fondo sono stabilite con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nel predetto fondo confluiscono anche le eventuali risorse individuate con la procedura di cui al presente comma. Qualora in sede di monitoraggio dell’attuazione dei decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ….[omissis – n.d.r. segue l’elenco delle prime quattro salvaguardie ]… e del decreto ministeriale di cui al comma 232 del presente articolo, vengano accertate a consuntivo eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente per l’attuazione dei predetti decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e pari, …[ omissis – n.d.r. segue l’elenco degli stanziamenti predisposti fino al 2020 ]…, tali economie sono destinate ad alimentare il fondo di cui al primo periodo del presente comma. L’accertamento delle eventuali economie è effettuato annualmente con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è disposta la conseguente integrazione del fondo di cui al primo periodo operando le occorrenti variazioni di bilancio.

Facile notare lo stretto nesso esistente tra la legge istitutiva del fondo con l’art, 24 comma 14 e susseguenti decreti e leggi che definiscono le categorie degli esodati. Ritorniamo ora alla iniziale proposizione: tante sono le ipotesi e le previsioni fatte da gufi e colombe ma proviamo ad azzardare usando la logica. La semplicità di ragionamento, è un metodo dagli esiti quasi sempre premianti.

Logica vuole che si tenga conto dei fatti prima di esprimere ipotesi e previsioni:

  1. la legge Fornero all’articolo 24 individua le categorie derogate (esodati);
  2. decreti e leggi successivi ampliano il numero delle categorie;
  3. i governi precedenti stanziano 11,6 mld a copertura dei costi previsionali forniti da INPS;
  4. Con apposito comma di legge viene creato un fondo che vincola l’utilizzo di eventuali risparmi a favore delle categorie di lavoratori di cui al DL 201/2011 e successivi provvedimenti legislativi ad esso riconducibili, quindi a favore degli ESODATI;
  5. Sappiamo che i risparmi indicati dall’ultima relazione INPS si attestanto intorno a 3,3mld;
  6. Sappiamo che i risparmi sono più che sufficienti a chiudere definitivamente con gli esodati aventi decorrenza entro il 6/01/2019;
  7. Autunno 2015, in audizione con la Commissione Lavoro, PolPad dichiarano la volontà governativa di arrivare ad una soluzione DEFINITIVA. Basta con l’anno x anno, si chiuda con questa Legge di stabilità;

Tenendo conto dei fatti sopra esposti, semplice logica vuole che, per le decorrenze successive al 2015 e fino a tutto il 2018, la soluzione definitiva non possa passare per altra via se non attraverso il totale utilizzo dei risparmi accertati (pregressi e futuri) che provengono dai fondi finora utilizzati per la salvaguardia delle categorie di esodati, ad oggi definite da leggi e decreti dello stato.

Una lettura soggettiva dei termini e delle leggi, a questo punto,
sarebbe strumentale e giuridicamente insostenibile.

In sintesi tutti coloro che entrano nelle categorie delle passate salvaguardie e che decorrono entro il 6/01/2019, devono vedersi fattivamente riconoscere i diritti che gli derivano da precise leggi dello stato.

Si può fare, si deve fare!!!!! …Raptor, ci sorprenda!

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