Dal MEF una chiara indicazione per la VII salvaguardia – Considerazioni

PadoanLa fotografia delle dichiarazioni di Padoan, in apertura dell’audizione del 24 settembre scorso, tenuta in presenza della Commissione Lavoro, suggerisce la possibile, semplice, unica, soluzione possibile della questione esodati:

salvaguardia definitiva per
decorrenze almeno fino al 6/1/2019 per almeno 49.500 esodati.

Il Min. Poletti, intervenuto in audizione subito dopo Padoan,
esordisce dichiarandosi in completo accordo con le dichiarazioni del suo collega di governo.

I ministeri interessati alla soluzione definitiva indicano, ognuno per le proprie competenze, gli atti che il governo intende/deve mettere in campo per raggiungere l’obiettivo, uscendo finalmente e definitivamente dalla formula “anno per anno”, fino a qui adottata. La legge di stabilità è il contenitore indispensabile ad un provvedimento che possa utilizzare appieno i risparmi finiti nei residui passivi del ministero del lavoro, i risparmi accertabili delle salvaguardie chiuse ed i risparmi di previsione delle salvaguardie ancora aperte, per un nuovo e definitivo provvedimento. Il ministro Poletti nell’intervento ne traccia la via. Sintetizzando quanto dichiarato dallo stesso in sede istituzionale:

Poletti RIDETERMINAZIONE DELLA MATERIA
 attraverso un impianto normativo per consentire
il pieno utilizzo delle risorse necessarie.
Due i passaggi procedurali necessari:

  1. la conferenza dei servizi deve definire i risparmi delle salvaguardie chiuse I, III e IV salvaguardia (1,3 mld?);
  2. è necessaria una norma di legge che trasferisca ad utilizzi futuri i risparmi accertati, tenuto conto dei risparmi certi che deriveranno delle salvaguardie ancora aperte II e VI salvaguardia (2 mld?)

In legge di stabilità sarà possibile effettuare compensazioni complessive di partite contabili onde consentire l’utilizzo dei risparmi accertati (pregressi e futuri) per effettuare le seguenti operazioni:

  • a) – recuperati i risparmi consolidati (I, III e IV salvaguardia), destinarne l’impiego per le annualità future;
  • b) – verificati i risparmi delle salvaguardie aperte ( II e VI), decidere modi e tempi per il loro utilizzo;
  • c) – redigere l’intervento definitivo in ordine ai due punti precedenti;
  • d) – esaminare l’estensione di “Opzione Donna” al 2015;
  • e) – valutare la compatibilità tra interventi e risorse accertate;
  • f) – valutare la correlazione tra le stesse (punti a /e);
  • g) – valutare l’introduzione di forme di flessibilità.

Il Ministro conferma infine la volontà di intervenire in un contesto di problematiche rilevanti, con l’intento di predisporre, con la VII salvaguardia, una soluzione definitiva al problema degli esodati.

Mi pare chiaro quindi il percorso attraverso il quale si intenda uscire dal vicolo dell’anno x anno per imboccare l’autostrada della salvaguardia definitiva. Incomprensibili, al momento, restano invece i contenuti dell’eventuale provvedimento. Abbiamo poco tempo per cercare di sensibilizzare il legislatore e quanto è emerso dall’audizione del 24 settembre scorso costituisce un importante riscontro di una convergenza su contenuti per noi irrinunciabili.

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