Emendare la Legge di Stabilità per rendere giustizia a 49.500 famiglie

manifestazione Roma 15-09-2015
manifestazione Roma 15-09-2015

Preso atto dei contenuti della Legge di Stabilità 2016, la cui discussione in Parlamento è passaggio ormai imminente, e preso altresì atto che in questa prima stesura, in materia di salvaguardie, l’articolo 18 deroga palesemente dagli impegni assunti dal Governo per bocca dei ministri del Lavoro e del Tesoro nel corso dell’audizione tenuta congiuntamente alle Commissioni Lavoro di Camera e Senato il 24 settembre u.s., riteniamo doveroso rimarcare che:

  1. Gli ex lavoratori, impropriamente chiamati “esodati”, sono esclusivamente coloro che, successivamente alla perdita del posto di lavoro, concordata sulla base di accordi di vario tipo oppure coatta a seguito di crisi aziendali, tutelati e garantiti nei loro diritti previdenziali da appositi strumenti legislativi di accompagnamento alla pensione, hanno subito retroattivamente l’innalzamento dei requisiti pensionistici, così come repentinamente introdotti dalla riforma del dicembre 2011.
  2. La Legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 235, stabilisce che: Al fine di finanziare interventi in favore delle categorie di lavoratori di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, …[ omissis ]… e’ istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un apposito fondo …[ omissis ]…

Si rende pertanto necessario emendare l’Art. 18 della Legge di Stabilità 2016 per l’evidente incongruenza tra la mancata estensione delle salvaguardie a tutto il 2018 e la certezza che il fondo esodati, istituito dalla succitata Legge, nel prossimo triennio potrà contare su 3,3 miliardi di risparmi. Risparmi che saanno sufficienti a salvaguardare tutti i 49.500 esodati non compresi nelle precedenti salvaguardie

Altresi necessita emendare l’articolo 19, confermando la fonte di copertura economica che, per Legge, non può identificarsi nei risparmi attuali o futuri del fondo esodati, per tutti quegli interventi previdenziali, come la cosiddetta “opzione donna” che, rivolgendosi a soggetti in parte tutt’ora occupati, nulla ha a che vedere con gli esodati e col fondo a loro destinato.

Di seguito l’appello inviato dagli esodati del “Comitato Licenziati o Cessati Senza Tutele” in favore di una settima salvaguardia che comprenda tutti i 49.500 esodati la cui pensione, come relazionato da INPS, dovrebbe decorrere entro il 6 gennaio 2019 e che non sono stati tutelati dai precedenti provvedimenti.
A:
Ministro dell’Economia e delle Finanze On. Padoan
Ministro del Lavoro On. Poletti
Presidenti di camera e Senato
Presidenti Commissioni Bilancio di Camera e Senato
Presidenti Commissioni Lavoro di Camera e Senato
Componenti Commissioni Bilancio e Lasvoro di Camera e Senato

e p.c.:
Presidenti di Regione tutti
Egr. Signori Ministri, Presidenti e Componenti di Commissioni:

In risposta all’interrogazione n° 4-03439, presentata in Parlamento dalla On. Gnecchi nel 2014, il Ministro del Lavoro On. Poletti, qualche tempo dopo e sulla base di dati confermati da INPS, certificava in 49.500 gli esodati esclusi da qualsiasi salvaguardia per mancanza dei requisiti e che avrebbero maturato la decorrenza nel triennio 2016/2018.

A sua volta il Governo, da Voi formalmente rappresentato, nell’Audizione congiunta in Commissione Bilancio e Lavoro di Camera e Senato del 24 settembre 2015, ex Lege 228/2012 ha confermato l’impegno ad utilizzare l’intero ammontare dei risparmi relativi al “Fondo Esodati”, quantificati in almeno 3,3 miliardi entro il 2018, per la salvaguardia di questi 49.500 ex lavoratori.

Nello stesso frangente, in rappresentanza del Governo è anche stato precisato che il settimo provvedimento di salvaguardia in preparazione sarà l’ultimo. Tale affermazione, unitamente al mancato utilizzo dei risparmi futuri, per altro già certi, a causa della mancata chiusura della Conferenza dei Servizi in tempo utile, rappresenta di per se un perfetto ossimoro. Come è possibile dichiarare di voler salvaguardare tutti i 49.500 esodati, le cui decorrenze si estendono a tutto il 2018, e nel contempo predisporre un testo di legge ultimativo che contempla solo il 2016?

L’analisi dell’art. 18 del Disegno di Legge di Stabilità 2016, in corso di trattazione, conferma la previsione di una settima salvaguardia che limita il beneficio a 26.300 soggetti. Se ritorniamo al dati forniti da INPS in risposta alla già accennata interrogazione della On. Gnecchi, possiamo avere infatti conferma che tale numero corrisponde ai soli ex lavoratori esodati che avranno decorrenza nel 2016. Assunto che nei confronti degli esodati vi è da riconoscere, nella forma e nella misura, un legittimo diritto finora negato e che tale diritto non può essere surrogato da interventi assistenziali in qualche misura penalizzanti, qualora la Legge di Stabilità attualmente in trattazione non venisse corretta per mezzo di opportuni emendamenti, fonte INPS, resterebbero senza stipendio e senza pensione 23.200 esodati con le relative famiglie.

Non possiamo qui non rimarcare il grave sfregio che comporterebbe all’immagine del Governo il mancato rispetto degli impegni assunti, appena lo scorso mese, da esso stesso in sede di Audizione congiunta, come non possiamo mancare di rammentare il caso di quegli esodati, autorizzati alla contribuzione volontaria prima del luglio 2007, che già prima della riforma Fornero versarono decine e centinaia di migliaia di euro allo stato in contributi volontari, le cui pensioni decorrerebbero nel biennio 2017 e 2018 e ai quali solo il pieno rispetto degli impegni assunti dal Governo in sede di Audizione consentirebbe di rendere piena giustizia.

Si chiede pertanto di mantenere gli impegni assunti dal Governo nei confronti di tutti coloro che si trovano ormai da anni in uno stato di indigenza, affinché questa settima salvaguardia possa veramente mettere la parola fine a tale fenomeno, tutelando tutti i 49.500 esodati. Nella consapevolezza che tali problematiche debbano urgentemente essere sanate, si chiede di assumere ogni e qualsiasi modifica al testo di Legge di Stabilità, al fine di rimediare ad errori o dimenticanze che stanno fortemente penalizzando migliaia di famiglie.

Cordiali saluti

COMITATO LICENZIATI O CESSATI SENZA TUTELE

Coordinatrice Elide Alboni
email: e…[email protected]

Di Matisse

Ex Esodato, beneficiario della prima salvaguardia, in pensione dal 2013, ideatore di questo Blog.

13 commenti

  1. NEL MERITO: ho ben poco da aggiungere alle risposte puntuali e corrette di Luigi che in tantissime vorrebbero stravolgere a proprio piacimento comprese le chiarissime norme contenute all’art. 19 della Legge di Stabilità.
    Le OD disoccupate dal 2011 sono esodate a tutti gli effetti ed hanno diritto di accedere alle risorse del Fondo Esodati !!! Tutte le altre devono battersi per vedersi riconosciuti i risparmi accumulati nel periodo di sperimentazione e ben certificati e sufficienti per le coperture finanziarie per ben oltre un anno. TUTTI i Comitati continueranno a battersi perchè NESSUNO possa intaccare indebitamente il Fondo Esodati e men che meno per anticipare la pensione a gente che lavorava dal 2012 o lavora ancora oggi per che RUBEREBBERO la pensione a gente che è disoccupata da ben oltre il 2011!!
    NEL METODO: fa piacere che Luigi dia ospitalità nel suo blog a tante e tanto agguerrite voci di cotante gentil signore. Peccato che altrettanta ospitalità non l’abbiamo trovata nel loro gruppo FB, ora chiuso, amministrato da due SS che cancellano i post a loro piacimento e bannano chi non si allinea al pensiero unico. Lo scrive uno che è stato redarguito diverse volte per aver postato post informativi e successivamente bannato da quel gruppo, uno che ha visto decine di colleghe di queste signore bannate da quel gruppo e costrette a costituirne un altro; uno che ha visto bannato il collega Vincenzo Gnasso solo perchè ha postato l’art. 19 della LdiS … aveva tale diritto una delle 2 amministratrici, E mi fermo qui, Pertanto non venite qui in casa di un pensionato che della solidarietà può darvi lezione da 3 anni e che da tre anni è sulle barricate per sostenere tutti noi non ancora salvaguardati.

    [nota dell’Amministratore]
    Ringraziando per la netta manifestazione di stima, che è da me pienamente ricambiata, chiedo comunque scusa all’amico Francesco se ho ritenuto necessario moderare l’ ultima frase del suo commento; non sarebbe stata propedeutica ad un sereno protrarsi del confronto.

  2. Non mi pare di aver detto che qualcuno abbia il diritto di attingere ad altri fondi e, come responsabile per la comunicazione del ComitatoOpzioneDonna, posso sottoscrivere senza possibilità di essere smentita, che sono moltissime le donne che vorrebbero ricorrere a questo istituto
    poiché disoccupate di lunga data e senza tutele.Detto questo, non mi sono scandalizzata affatto, purtroppo nell’immaginario comune ed a seguito di propaganda non corretta della tematica, le donne che vorrebbero percepire pensione OD sono lette in un’ottica completamente distorta e non conforme alla realtà.

    1. Mi spiace che continuiamo a non comprenderci ma io non ho mai sostenuto che O.D. voglia impossessarsi dei fondi altrui. Non credo proprio che ad un comitato gli si possa attribuire cotanta facoltà. Ho detto invece che nel testo di legge, quello riportante anche le coperture, si prevede espressamente l’utilizzo del fondo esodati per il prolungamento della sperimentazione O.D. Mi pare che sia un concetto ben diverso da quello che mi pare abbia inteso. Ora però mi domando, come da alcuni articoli odierni che ho letto in rete pare si stiano domandando anche alcuni parlamentari, perché nel testo reso pubblico non si fa menzione alle coperture? Ce le renderanno note soltanto a giochi fatti trincerandosi dietro la ben nota scusa della fiducia e delle ormai tristemente note “ignote manine”?

      Ribadisco comunque che l’articolo, benché abbia dato vita ad una per me immotivata sollevazione, non vuole assolutamente aizzare lotte fratricide. Per questo motivo, ho appena provveduto a formulare in maniera non più equivocabile il senso della frase messa sotto accusa. Questo pur essendo mia piena convinzione che, da una più attenta lettura, si sarebbero evitate interpretazioni erronee fin dal primo momento.

  3. Le ricordo che la legge opzione donna è stata interamente finanziata quando è stata emessa. Ci hanno chiaramente detto che è stato utilizzato solo il 48% del fondo destinato e l’altro 52% rimesso nelle casse dello stato e quindi adoperarto per altre spese …..
    Pertanto NON FACCIAMO CONFUSIONE …. per garantirci UN NOSTRO DIRITTO (limitato dalle due circolari INPS) non verranno utilizzati i soldi destinati agli esodati.
    … state facendo il loro gioco: GUERRA FRA I POVERI e loro se la ridono….. Saluti M. Giovanna

  4. Commento della coordinatrice del Comitato Opzione Donna – DIANELLA MARONI –
    É molto triste leggere certe affermazioni peraltro false . D’altra parte gli esodati sono diventati un solo agglomerato di persone sfortunate e senza lavoro . La stampa e i media hanno contribuito a rendere il dramma ancor più drammatico. Quindi non esistono persone senza lavoro se non sono esodate , incredibile . Le nostre donne disoccupate senza lavoro non sono degne di tutela perché non esodate ? Le donne che stanno lavorando e sono in bilico in un posto che sta per essere abolito non esistono ? Le donne che vorrebbero lasciare il lavoro per farsi carico dei mille problemi della famiglia dopo 35,36,37 …anni di lavoro devono crepare ? Gli esodati dimenticano che del finanziamento per opzione donna , oltre un miliardo di euro é stato utilizzato per altro , dimenticano inoltre che a differenza loro ,che non intendono rinunciare neanche ad un euro del trattamento pre Fornero interamente retributivo , le donne di opzione non chiedono nulla ad altri lavoratori o ad altre categorie ,perché optano per il contributivo e quindi avranno solo quanto versato . Si tratta di una cfra che varia dal 25 ad oltre il 30% in meno rispetto a quanto avrebbero avuto normalmente . Che dire ? Falsa informazione che getta discredito su altre categorie .

    1. Buongiorno Dianella. Rispondo a lei pensando di rispondere un po’ a tutte, comprese coloro che immotivatamente temono di essere state censurate.

      Di quali falsità stiamo parlando? Io ho semplicemente puntualizzato due cose:

      1) gli esodati sono persone che hanno lasciato il lavoro sulla base di accordi, in alcuni casi sottoscritti perfino a livello istituzionale, per intraprendere un percorso predeterminato di accompagnamento alla pensione; percorso dal quale, per ragioni contingenti connesse allo stato di crisi e per mere ragioni di età anagrafica, non era (e non è) più possibile invertire.
      2) La Legge 228/2012 ha istituito un fondo specifico per le salvaguardie, quindi per gli esodati, alimentato esclusivamente dai risparmi che sarebbero derivati dai fondi stanziati per le salvaguardie che, mano a mano, si sarebbe andati a consuntivare.

      Dove risiede, a suo modo di vedere, la “falsa informazione” a fronte di queste asserzioni? Ma andiamo oltre.

      «Non esistono persone senza lavoro se non sono esodate». Dove ha trovato scritto questo nel mio post? Interpretare a proprio piacimento per costruirci intorno un’accusa non direi che sia il modo migliore di dibattere. Anche in questo caso io ho semplicemente asserito due semplicissime cose:

      1) Opzione donna è stata introdotta per consentire, a costo di pesanti penalizzazioni, di lasciare il lavoro in base a requisiti sicuramente più rispettosi del ruolo femminile nella società e nella famiglia ma, appunto per questo, si rivolge innanzitutto a donne tutt’ora in attività (quindi non prive di reddito). E’ ovvio che esistano anche donne attualmente disoccupate che, in questo contesto, vedono l’unica ancora di salvezza verso una pensione altrimenti lontanissima. Questo nessuno lo nega ma la problematica, per altro molto eterogenea, non è assimilabile a quella degli esodati. Sono due contesti diversi, che avrebbero anche potuto portare ad una unificazione delle lotte ma questo non è avvenuto e non per responsabilità dei comitati esodati. La diversità tra i contesti si esprime d’altronde anche nella sostanza degli obiettivi: voi siete disponibili ad accettare il sistema contributivo senza minimamente preoccuparvi delle gravissime conseguenze politiche insite in un siffatto precedente. Noi non stiamo chiedendo un riconoscimento; stiamo chiedendo la restituzione di fatto di un diritto leso. Pertanto, è stato detto innumerevoli volte anche attraverso questo blog, non possiamo chiedere altro che la restituzione di tutto quanto ci è stato indebitamente tolto.

      Infine, voglio spendere due parole anche nel merito delle coperture. Il testo presentato in Parlamento non parla di coperture e “Opzione Donna” è addirittura inserita in un diverso articolo (articolo 19) ma le coperture, prima o poi, dovranno saltar fuori. Voi sostenete, posso immaginare in perfetta buona fede, che tale sperimentazione è interamente finanziata. Peccato che una prima stesura della Legge di Stabilità, di coperture si parla eccome. Per conoscenza, riporto lo stralcio dal quale risulta evidente a chiunque che, finanziata o no, i soldi per prolungare la sperimentazione di Opzione Donna intendono prenderli dal fondo esodati:

      Art. 24 – (Misure in materia pensionistica e di invecchiamento attivo)

      1. Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, la facoltà prevista al predetto articolo 1, comma 9, è estesa anche alle lavoratrici che maturano i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dal primo periodo del presente comma l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, come rifinanziata anche ai sensi della presente legge, è ridotta di 160 milioni di euro per l’anno 2016 e di 49 milioni di euro per l’anno 2017.

  5. Grazie di aver cancellato i miei post . Viva la democrazia . Viva l’articolo che in modo fuorviante addossa alla donne di opzione donna che lottano in modo legittimo per il loro diritto ( derubato ) . Ripeto è legittima la lotta degli ” esodati ” come quella di opzione donna ( 2015 ) . Cancellare i commenti solo perché si definisce falso e meschino l’articolo …beh…si commenta da solo .
    Sig.Luigi Viva la democrazia.

    1. Buongiorno Carla. Si rilassi.Vorrei comunque riuscire a comprendere come può accusarmi di aver cancellato un suo commento se lo stesso, fino a qualche istante fa, ancora giaceva in attesa di moderazione il suo post non è stato cancellato, come non sono stati cancellati tutti gli altri. Si da semplicemente il caso che si è costretti a vagliare preventivamente tutto ciò che viene pubblicato dai visitatori. E’ fin troppo facile strumentalizzare questa inderogabile necessità dei blogger per accusarli di applicare ignobili censure ai propri commenti ma non è così. Non fa piacere a me, e penso nemmeno alla maggior parte di chi legge, trovare i propri post e commenti attorniati da insulti, minacce e rozzezze di ogni sorta. Senza contare la necessità puramente tecnica di arginare indebite intrusioni da parte di soggetti che, con gli argomenti trattati, non hanno nulla a che vedere.

      D’altro canto, non sono un professionista del settore (e questo è chiaramente scritto ai piedi di ogni pagina del blog) quindi non posso dedicare, e non dedico,la mia intera giornata ad attendere i commenti per pubblicarli seduta stante.
      Questo pensavo di doverle, per correttezza nei suoi confronti ma anche per reclamare altrettanto nei miei.

  6. Credo sia semplicemente meschino mettere in contrapposizione le due problematiche ( cosiddetti ” esodati ” e le donne che possono optzre per la legge 243/2004 a cui hanno derubato il diritto con due circolari Inps del tutto illegittime ). Quindi quanto affermato nell’articolo è falso e privo della benché minima onestà intellettuale .
    Il problema degli ” esodati ” è noto e auspichiamo che tutti possano essere salvaguardati , ma addossare la causa, della mancata salvaguardia in LdS della totalità degli esodati , alle donne che stanno lottando per vedere rispettato il diritto è veramente ingiusto e immotivato.
    Le donne interessate stanno conducendo una battaglia da tempo per vedere riconosciuto un diritto calpestato e hanno promosso una Class Action presso il Tar del Lazio . Rivendichiamo come cosa giusta la nostra battaglia e non abbiamo leso alcun diritto ai cosiddetti ” esodati ” che stanno conducendo la Loro legittima battaglia. Porre in conflitto le due categorie mi pare fuori luogo , fuorviante e ripeto meschino. Invito a rivedere il comunicato emesso .

  7. Assurda e falsa l’affermazione riportata in questo articolo dove si asserisce che le donne optanti o meglio che vorrebbero optare per il regime sperimentale opzione donna sono tutt’ora occupate…è stato fatto uno studio ad hoc? Se si producetelo io, per esempio, vorrei poter usufruire di questo istituto e sono disoccupata da tre anni e senza alcuna tutela e come me, moltissime altre, che sperano di risolvere la propria situazione economica senza dover ricorrere all’assistenza.

    1. Assurda e falsa? Può onestamente lei asserire che coloro che optano per l’opzione donna siano tutte o per la gran parte disoccupate? Ma forse qui c’è un equivoco sul significato delle parole perché il termine “tutt’ora” non significa, come penso sia stato interpretato, “tutte ora” bensì significa “ad ora” e nel testo che tanto la scandalizza sta a significare che l’ “opzione donna” non va confusa con la condizione di esodato.
      So benissimo che, se una parte avrebbero interesse ora a lasciare il lavoro per ragioni più che condivisibili, ve ne sono altre che tale scelta la compirono diversi anni fa confidando proprio sulle possibilità che concedeva la legge allora vigente. Sono pienamente d’accordo con lei che ora il diritto di queste seconde debba essere riconosciuto ma non che a questo corrisponda il diritto di attingere a fondi per altre cause altrettanto, se non più, gravi destinato.

      1. Caro Luigi la lotta degli ” esodati ” è legittima , ma anche la nostra per il diritto ( 2015) di opzione donna . Porre conflitto fra le due categorie è ingiusto e meschino . Nessuno ha tolto a ad altri . Si tratta di due diritti sacrosanti , sappia che anche fra le donne ci sono molte disoccupate e la pensione calcolata interamente con il metodo contributivo sarebbe l’unico sostegno , ma il punto non è questo . Due legittime battaglie , pur con alcune varianti nella loro specificità , non devono essere messe in contrapposizione . Così è una lotta fra ” poveri ” . Nessuno contesta il vostro diritto , perché Lei contesta il nostro in modo così gretto ? Credo che l’esasperazione per la situazione porti a dire cose che non si pensano veramente e perciò in qualche modo si spiegano le sue affermazioni .

      2. Mi permetto precisare che quando nacque “opzione donna” venne stanziato il fondo a copertura totale. E’ stato utilizzato solo il 48% e il restante 52% è entrato nelle casse statali e utilizzato per altro …. quindi NN ACCETTIAMO la frase “attingere a fondi per altre cause”. NON SARANNO utilizzati i fondi destinati agli Esodati.
        Facciamoci la guerra fra “poveri” che loro continuano a … ridere.
        Poi ricordo che la suddetta legge aveva validità al 31/12/2015 e solo due circolari Inps (!!!) l’hanno accorciata di un anno e per OTTENERE un nostro DIRITTO abbiamo dovuto lottare.
        Saluti, M. Giovanna

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