I Want Your Blood

“I Want Your Blood” è una denuncia, forte perché silenziosa, suggestiva perché asciutta e tagliente.

Chi davvero non ne può più dovrebbe appuntarsela al petto questa immagine, come una medaglia al valore di una resistenza intellettuale impermeabile agli sciocchi e offensivi slogan sui sacrifici imposti per favorire La Crescita.

Ma di quale crescita parliamo? Quella della sofferenza patita dai più deboli, dai soggetti socialmente più fragili? Cioè di chi non ha voce e per questo, adesso più che mai, viene in sostanza ignorato da tutti, tranne che dall’Ufficio delle Entrate.

Sanità, Pensioni, Scuola, Lavoro, tutto sta marcendo in mano ad una classe dirigente prona ai voleri di chi pretende le più ampie assicurazioni circa la solvibilità dei debiti del Paese.

Debiti, si badi bene, contratti da una estesa e eterogenea Loggia Finanziaria, che prima ha scommesso al casinò della speculazione più dissennata e adesso socializza le perdite mettendo il Paese in ginocchio.

Non siamo i soli, sta accadendo in altri Paesi, come sappiamo, o meglio sapevamo, perché di questi paesi nei TG e nei giornali non si fa più cenno, se non ogni tanto.

Forse non se ne parla perchè potremmo scoprire che abbiamo tutti stranamente “vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, tutti abbiamo, molto stranamente, un tasso di disoccupazione giovanile del 50%, tanti impiegati pubblici da licenziare e tante banche marce da aiutare con manovre troppo complesse da essere comprese dal piccolo imprenditore, che per aver avuto dalle stesse banche rifiutato un prestito da 30mila euro, deve chiudere e licenziare.

Eppure, 115 MILIARDI è la fetta di aiuti che la Bce ha destinato alle banche italiane per evitare il credit crunc, cioè la stretta del credito. Dove sono finiti questi miliardi, a cosa è servita questa cifra spaventosa oltre all’acquisto di Bot? A rifinanziare al 1% di interesse le stesse banche?

Una classe dirigente politica che, in un momento tanto drammatico, esclude l’Imu ma non risolve minimamente il problema degli Esodati rimasti, mentre continua a penalizzare la Sanità e i Servizi socio-sanitari oltre misura, vuol dire che in pratica è disposta sacrificare la vita dei suoi cittadini più indifesi e la crescita normale dei bambini meno fortunati, pur di non colpire quel fitto e ricchissimo coacervo di interessi di cui sopra.

Mi pare chiaro che gli slogan ipocriti del tipo “adesso stiamo finalmente uscendo dal tunnel e quindi staremo tutti meglio: via alla crescita” sono un preludio a maggior tasse, a più tagli e quindi meno servizi, più disoccupazione e tanta, tanta più disperazione che non trova più ascolto da parte di nessun ente, associazione, movimento, partito e chi più ne ha più ne metta.

Questi sono gli effetti di una crisi creata ad hoc, per soddisfare l’urgente libidine dei creditori – IL MERCATO – che nella foia non sentono più ragioni sui tempi di rimborso e per questo, con la connivenza della classe politica intera, senza distinzione di sigle e di colori, hanno sequestrato interi paesi, compiendo una sorta di rappresaglia contro la massa dei cittadini, i lavoratori comuni, da spremere come limoni e alla fine buttar via se possibile, perché non sono più nemmeno buoni a superare la soglia di consumi sotto la quale la società ti espelle come elemento spurio e detestabile.

Questo e tanto altro ancora rappresenta icasticamente

“I Want Your Blood”

e per questo, non potendo appuntarmela al petto,

l’ho messa nella copertina della mia pagina Facebook.

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