L’insostenibile leggerezza del numero

E’ davvero così importante conoscere il numero “esatto” degli Esodati?

Cambia davvero la sostanza delle cose?

No, è solo fumo negli occhi.

Già un paio di mesi fa la CISL parlava di un numero vicino a 450.000 lavoratori lasciati in mezzo al guado, e nessuno si è scandalizzato più di tanto, anche se già si presagiva un buco di circa 15 Miliardi da aggiungere ai 5 già stanziati.

Ovviamente non c’era nulla di certo, erano solo chiacchiere e le voci si rincorrevano: 50.000, 65.000, 130.000, 450.000, 800.000, 1.200.000.

Basta spararla più alta possibile per buttare tutto in vacca e prendere tempo.

Come ha fatto un deputato di centro-destra, stessa visione della Fornero e amico di questa: “i prosecutori volontari, secondo l’attuale dettato normativo, sono 1.800.000. Occorre quindi creare dei paletti, perchè dentro quel numero vi sono anche lavoratori che andranno in pensione tra 25 anni”.

Quindi, prima il parto del numero perfetto per poi “ragionare” sulle soluzioni, sui “paletti”.

La cosa è andata bene a tutti – politici, sindacalisti, ministero – che nel frattempo si sono visti sbattere in faccia dai diversi Comitati Mobilitati/Esodati tutte le casistiche facenti parte della porcata più grande dell’Italia Repubblicana.

Tutti, in buona o cattiva fede, si sono dedicati alla fenomenologia delle esclusioni dalla platea dei 65.000 invece di chiedere perentoriamente l’eliminazione della valenza retroattiva della riforma unitamente alla copertura finanziaria per sanare la situazione.

Ne deriva pertanto che da mesi le uniche cose che davvero contano sono state volutamente ignorate, nell’attesa che il famoso numero calasse dall’alto.

Purtroppo per gli ignavi attendisti, l’Inps è un Istituto tecnico che ha il dovere di rappresentare la situazione reale, non quello di nasconderla per assecondare questo o quel disegno governativo.

E fu così che i vertici dell’Inps, probabilmente per il timore di dover rispondere come parte in causa di una miriade di probabili azioni legali, si sono fatti “sfuggire” una relazione, tecnica appunto, consentendo il parto: 390.200 traditi dalle istituzioni.

Il numero risulta addirittura inferiore a quanto si è vociferato sino ad ora in tutti i corridoi parlamentari e sindacali, senza contare che la stessa platea dei primi 65.000 tutti sanno che è il frutto dell’inasprimento arbitrario dei criteri di accesso alla deroga, come quello del mancato perfezionamento del requisito entro il periodo della mobilità. .

Eppure, subito dopo il lieto evento, si è scatenato un vero putiferio.

Tutti a chiedere le dimissioni della Fornero (proprio da ridere) e Fornero che rilancia chiedendo quelle del vertice dell’Inps (questo invece è tragico).

Intanto, stando a questo numero, il buco è di circa 12 Miliardi e finalmente la copertura finanziaria assume la reale valenza di chiave di volta dell’intera faccenda.

Il Ministro del Lavoro Fornero, responsabile del disastro esistenziale di centinaia di migliaia di lavoratori, ammette che la situazione è difficile, davvero difficile.

Ma non si riferisce alla condizione degli Esodati, bensì al reperimento dei fondi.

La verità è che abbiamo perso troppo tempo e troppi intrecci economici nel frattempo hanno preso il sopravvento sul senso etico dell’azione di governo.

Adesso non c’è più tempo da perdere, le risorse debbono essere trovate, oltre che per “salvare” gli Esodati per non abiurare lo Stato di diritto, rendendo colpevole d’eversione l’intera compagine governativa e chiunque la sostenga.

Anche dalla soluzione positiva di questa tragica vicenda passa la sopravvivenza della democrazia in Italia.

 

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