Il dramma degli Esodati e la disinformazione sulla PdL 5103

Pubblichiamo, nella sua integrità, la lettera di Angelo Moiraghi del Comitato Mobilitati Milano, spedita in data odiena a diverse testate giornalistiche e televisioni, avendo rilevato nell’informazione fin qui fornita al pubblico da parte dei media sostanziali lacune e difformità dai reali contenuti della proposta di legge in questione.

 

Egr. dott.

Nei giorni precedenti la chiusura estiva dei lavori, alla Commissione Lavoro della Camera e’ stata discussa ed emendata una Proposta di Legge di iniziativa parlamentare trasversale (firmata inizialmente da tutti i componenti dei gruppi parlamentari), il cui testo unificato e’ stato proposto dal comitato ristretto della stessa commissione e adottato da TUTTA la Commissione Lavoro della Camera, della quale in questi giorni si sta dando notizia in modo assolutamente scorretto e incompleto sui giornali a tiratura nazionale (vedi l’articolo a titolo “Pensioni a 58 anni e piu’ esodati, la controriforma dei partiti” pubblicato sul Corriere di alcuni giorni fa a firma Enrico Marro). Nella PdL 5103 (questo e’ il suo nome) si chiede di modificare il comma 14, art. 24 della legge 214/2011 per poter rimediare all’errore commesso nel rendere retroattiva la riforma e creando cosi’ di fatto il problema degli “esodati”, allungando per tutti loro il percorso che, vigenti le norme pre riforma e attraverso un accordo con l’azienda e i sindacati avvallato spesso anche dai ministeri interessati, queste persone avevano delineato per la maturazione del diritto pensionistico (in uno stato di diritto le leggi non sono mai retroattive proprio per evitare, spostando le asticelle dei traguardi strada facendo, di ingenerare sfiducia dei cittadini verso lo stato stesso). Secondo i giornalisti dei quotidiani che hanno ripreso la notizia pero’ la PdL avrebbe lo scopo di <<modificare alcuni degli aspetti qualificanti della recente riforma pensionistica>>.

Non c’e’ chi non possa constatare che gli aspetti (s)qualificanti di questa manovra siano soprattutto legati al repentino innalzamento dell’eta’ pensionabile e di conseguenza dell’ammontare contributivo necessario al raggiungimento del diritto alla pensione e, per la contribuzione effettuata dal 2012 in poi, all’applicazione del sistema contributivo pro quota per il calcolo della pensione. Il tutto senza gradualita’ e, come si diceva prima, in modo retroattivo!

La PdL 5103 non contiene alcuna norma che minimamente minacci le due pietre miliari di cui sopra :

sulla spinta dell’ondata di critiche pervenute da ogni categoria sociale, dai sindacati e dagli stessi partiti che sostengono la maggioranza (i cui segretari a piu’ riprese hanno assicurato con roboanti proclami di voler salvaguardare tutti gli “esodati”) in relazione a coloro che, se non derogati dalle nuove norme, si troveranno ad essere senza lavoro e senza reddito per anni prima di poter andare in pensione, la Proposta di Legge in esame prevede:

  • la possibilita’ facoltativa per tutti (non solo per gli esodati non derogati) di poter andare in pensione con 35 anni di contribuzione e 57 anni di eta’ incrementando dal 2013 l’eta’ anagrafica di un anno ogni anno che passa (calcolando pero’ la pensione con il metodo esclusivamente contributivo)

  • La non applicazione ai soggetti derogati dell’aspettativa di vita ai fini della maturazione dei requisiti pensionistici
  • L’ ampliamento del numero dei derogati mobilitati ordinari allargando la salvaguardia anche ai soggetti che maturano i requisiti fino a 24 mesi dopo la fine della mobilita’ (prima esclusi)

  • L’ ampliamento del numero dei derogati Contributori Volontari, togliendo gli ignobili 3 paletti restrittivi introdotti illegittimamente dal ministro Fornero nel D.M. 1° Giugno (da ricordare che la contribuzione volontaria e’ disciplinata da una legge specifica dello Stato che prevede come uniche condizioni per il pagamento volontario dei contributi previdenziali che il soggetto non sia coperto da altro tipo di contribuzione e che sia stato autorizzato, legge che NON e’ stata abrogata!)

  • Per gli esodati, ai fini dell’ammissione alla deroga, la rilevanza della data di sottoscrizione dell’accordo invece che la data di esodo

  • Per gli esodati, ai fini dell’ammissione alla deroga, la NON rilevanza di altra attivita’ lavorativa di natura temporanea dopo la sottoscrizione degli accordi

  • L’ammissione al regime di deroghe previste per i lavori usuranti anche per i lavoratori iscritti al Fondo speciale istituito ai sensi dell’articolo 43 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, nonché ai lavoratori del settore di macchina e agli addetti del settore di coperta della categoria dei marittimi.

Come si puo’ ben intuire Essa non interviene quindi sulla struttura della riforma fornero e non tocca i punti che gli esponenti di alcuni partiti criticano (mancanza di gradualità ed elevazione dell’età alla soglia dei 70 anni di fatto).Nessuno di questi  punti va a modificare gli aspetti qualificanti della riforma Fornero.

Come Rete dei Comitati di “esodati” siamo esterrefatti dal modo in cui su alcuni quotidiani si da notizia della proposta di legge 5103 inviata dalla commissione lavoro della camera al parere delle altre commissioni. La 5103 nasce dalle mobilitazioni degli esodati e del sindacato per dare risposta compiuta e il piu’ complessiva possibile a questa voragine aperta dalla riforma fornero. Non dobbiamo dire noi che l’intervento è reso necessario da una “reticenza” del ministro fornero e del governo a risolvere la questione esodati in maniera definitiva. La notizia che circola sui quotidiani nazionali in questi giorni parla di controriforma ed è perciò inesatta e deviante rispetto alla discussione che pure andrà fatta su di una riforma che non prevedendo nessuna gradualità e portando l’età pensionabile a 70 anni (non a 66 o 67 perchè bisogna considerare le aspettative di vita) ha un impatto sociale durissimo e non e’ giustificata dall’emergenza (i primi risultati della riforma fornero si vedranno infatti dal 2013), ma da un idea per la quale le pensioni sono viste unicamente come costo e non come diritto di chi ha lavorato 40 anni e più

Come Comitati di Esodati riuniti in Rete rifiutiamo questo modo di fare disinformazione e chiediamo a lei e alla sua testata giornalistica di fare altrettanto per amore della verita’, pubblicando  questo nostro appello in favore della PdL 5103;

Si sappia che i Comitati di esodati in Rete tra loro considerano la PdL 5103 un buon passo avanti nella direzione della salvaguardia di tutti coloro che, avendo firmato accordi di allontanamento dal mondo del lavoro antecedentemente all’entrata i vigore della manovra Fornero, avevano definito un percorso che, vigenti le norme precedenti all’entrata in vigore della manovra, li avrebbe portati in un ragionevole lasso di tempo a maturare i requisiti pensionistici

Angelo Moiraghi (Comitato Mobilitati Milano, in Rete con gli altri Comitati di Mobilitati, Esodati, Licenziati, Fondi di Settore e Contributori Volontari)

(Cell.: ******344)

P.S.: in allegato trova un documento che riporta 10 casi individuali reali (il mio e’ il decimo caso..) che possono dare un’idea della situazione che si e’ venuta a creare per centinaia di migliaia di persone (e loro famiglie): leggendoli potra’ farsi un’idea della incertezza di futuro che questa manovra previdenziale ha generato nei loro confronti e della disperazione in cui verranno a trovarsi molti dei soggetti quando, terminati il sostegno l reddito (mobilita’) o l’incentivo all’esodo che era stato concordato con le aziende in modo commisurato al tempo necessario a maturare il diritto pensionistico secondo le norme vigenti al momento della firma degli accordi, resteranno senza reddito, senza lavoro e senza pensione a causa di una manovra previdenziale di cui NON C’ERA ASSOLUTAMENTE NECESSITA’

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