Bersani: la mia politica sarà quella di Monti

 

“La mia politica sarà “quella di Monti più qualche cosa
perchè ci vuole rigore ma anche lavoro ed equità”.

Oltre alle frasi ormai celebri, incerto connubio tra perifrasi e metafore,
che tanto lustro stanno conferendo alla satira nostrana, Bersani adesso
diversifica la propria produzione e si dedica all’arte mistificatoria sopraffina, la
mezza verità che, come in un gioco di prestidigitazione, fa apparire vera l’altra metà,

la menzogna.

Qualche giorno fa, il Segretario del PD durante un intervento alla Camera, ha compiuto un’operazione a dir poco camaleontica, addossando interamente al Pdl la responsabilità dell’inserimento del Pareggio di Bilancio, o meglio il famigerato Fiscal Compact, in Costituzione.

E’ verissimo che tale scempio è stato perseguito dall’allora Ministro Tremonti;
ma è falso che lo abbia tradotto in atto vincolante nei confronti della UE.

In realtà il Il 17 aprile 2012, riformando l’art. 81, il Pareggio di bilancio entra in Costituzione per opera del Prof.Monti e con il voto favorevole, e determinante, del PD, senza il quale sarebbe stato quanto meno necessario indire un referendum confermativo, poiché sarebbe mancata la maggioranza dei 2/3 necessaria all’approvazione.

Troppo disturbo informare la plebe ignorante.

Mentre la stampa non di regime scriveva:

“… In Italia, invece, si è assistito ad un “allineamento” non solo degli organi di stampa – che evitano quasi di dare notizia dell’avvenuta approvazione – ma dello stesso Parlamento, il quale ha ratificato, senza discussione, senza neppure che sia stato necessario al Governo porre la questione di fiducia, il Trattato: maggioranza bulgara oggi alla Camera, 368 sì contro 65 no…”,

la stampa allineata dava semplicemente la neutra notizia dell’approvazione.

Il Fiscal Compact, con le sue drammatiche ricadute che per decenni incideranno nella vita di tutti gli Italiani, soffocherà l’economia del Paese e stravolgerà istituzioni e valori sociali. Questo mostro è stato approvato dallo stesso Bersani che, in Agosto del 2011 appena, alla Camera dichiarava:

“ragioniamo però a due condizioni: primo, ecco… non si parli di cose che non esistono in nessun posto al mondo! Pareggio di bilancio per costituzione!!??… cioè… noi non è che intendiamo nei secoli castrarci di ogni possibile politica economica!”

 

Questa posizione andava bene con la sciagurata compagine berlusconiana, ma solo tre mesi dopo ecco la genuflessione del PD verso Monti. Una sudditanza che si è manifestata sin dall’insediamento del Governo dei tecnici, la collaborazione con il quale è stata plasticamente rappresentata da un ambiguo (ma non troppo) biglietto scritto da Enrico Letta all’indirizzo del Prof. Monti, durante il dibattito della fiducia alla Camera, il 18/11/2011; biglietto fotografato e riprodotto in rete:

 

immagine nota a Mario Monti
Nota di E. Letta al premier M. Monti

“Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede ad es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo. E allora i miracoli esistono!”. Enrico.

 

Troppo facile adesso sperare di ricostruirsi
una verginità 
scrollandosi di dosso
le incontestabili responsabilità.

 

E la frase di oggi

“La mia politica sarà “quella di Monti
più qualche cosa
perchè ci vuole rigore
ma anche lavoro ed equità”

chiarisce definitivamente la visione politica del Partito Democratico.

 

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