Lettera aperta ai Comitati

Pubblicato per conto dell’autore Maurizio Vitale – Referente Comitato Mobilitati Milano.

Vorrei soffermarmi un attimo a riflettere con Voi, referenti dei diversi Comitati, su una questione delicata emersa in questi ultimi giorni.

Mi riferisco alle reazioni scaturite da una proposta di collaborazione avanzata da un deputato della Lega al sottoscritto, quale referente del Comitato di Milano e ai referenti del Comitato di Roma-Napoli. Le reazioni non sono state univoche e si sono costituiti due fronti, anzi, a dire la verità tre fronti: quello dei si, quello dei no e quello dei ni.

Non mi voglio dilungare nello spiegare le ragioni di appartenenza ai tre fronti, tutte ragioni che, per chi le ha formulate sono legittime e sacrosante. Quello che mi ha colpito non è la motivazione, ma la reazione avuta. Io da una parte con i referenti del Comitato di Torino e quello di Lodi, dall’altra il Comitato Roma-Napoli e alcuni aderenti trasversalmente distribuiti.

C’è stata una scelta di campo, uno schierarsi, ma quello che è mancato, a parer mio è stato un vero confronto, una seria valutazione dei fatti ed una seria analisi degli obbiettivi sulla base della strada da percorrere. Non è solo accettare o meno una collaborazione, ma tutto quello che ce ne sta dietro, inteso come conseguenze e ricadute.

Tutto questo è potuto succedere perché mai nessuno ha preso in seria considerazione una proposta avanzata mesi fa dal sottoscritto. Impegnarsi cioè per costituire un centro di coordinamento dei vari Comitati, per cui si era anche creata una pagina in FB – “Brainstorming” – che avrebbe dovuto fare da collante e nel quale postare tutte le varie iniziative e idee da analizzare in comune. Questo, secondo il mio modesto parere, è successo perché nessuno dei contendenti ha mai davvero assegnato una valenza prioritaria alla preventiva e sistematica condivisione della strategia.

Vorrei non essere frainteso, io ho il massimo rispetto e gratitudine nei confronti di tutti, vorrei però invitarVi ad una riflessione onesta e sincera in merito. Ci si è sempre mossi nelle varie iniziative, legali, istituzionali e quant’altro, così senza un reale scambio di valutazioni che è avvenuto solo in un ambito molto ristretto. Ribadisco la mia ammirazione per quello che è stato fatto, e questa mia non è da intendersi quale inutile polemica ma quale opportunità di crescita.

In questo discorso escludo il Comitato di Lodi perché “entrato” in tempi successivi. Anche noi del Comitato di Milano abbiamo avuto le stesse “colpe” ci siamo spesso mossi in modo estremamente autonomo senza la minima condivisione. Questa storia cari miei “addà finì” così non è più possibile continuare. Oggi a dividerci è stata la proposta della Lega e domani, chi sarà? …non abbiamo certo bisogno di queste cose , consolidiamo i Comitati, impegniamoci davvero nel creare un coordinamento.

Maurizio Vitale

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Di Matisse

Ex Esodato, beneficiario della prima salvaguardia, in pensione dal 2013, ideatore di questo Blog.

1 commento

  1. Caro Maurizio e tutti,
    Come sapete io sono stato, credo, il primo a invocare un coordinamento (tant’e’ che a suo tempo ho scritto anche una mail ai vari rappresentanti dei comitati di cui avevo l’indirizzo), ipotizzando anche una modalita’ operativa di realizzazione di questo coordinamento. Quindi certamente c’e’ la necessita’ di coordinarsi!
    Detto questo ripeto quanto gia’ affermato anche in altre occasioni: sulle decisioni “strategiche” non si puo’ pensare di sentire sempre tutti i componenti dei comitati pena il non riuscire ad essere tempestivi quando invece la velocita’ ddecisionale, in certi casi , e’ importantissima e il non essere pronti a dare risposte immediate puo’ far fallire azioni che potrebbero essere decisive per la causa. A mio modesto parere occorre definire degli obiettivi in cui tutti i componenti del comitato si ritrovinio (altrimento non ha senso che aderiscano al comitato stesso), e nominare 2 o 3 rappresentanti che, appunto, rappresentino il comitato specifico nelle occasioni “ufficiali” e siano chiamati, previa consultazione tra di loro, anche a prendere le decisioni per gli altri, che devono chiaramente riporre la loro fiducia su costoro, sulle iniziative da portare avanti. La stessa democrazia che, pur essendo la piu’ alta forma di partecipazione popolare alla gestione dello stato, non esiste in modo “perfetto”, prevede che l’elezione di rappresentanti che portino avanti le istanze dei rappresentati. In altro modo, ripeto, secondo me non si va da nessuna parte!
    Angelo Moiraghi

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