Salvaguardia legge 147/2013: istanza online per i contributori volontari

Restano ormai poco più di quindici giorni per presentare istanza onde beneficiare della salvaguardia ai sensi della Legge 147/2013 (Quinta salvaguardia). I termini di legge scadono il 16 giugno 2014 e, per chi non avesse ancora provveduto, sarebbe bene caffrettarsi, anche in considerazione dei prevedibili incrementi di afflusso che, negli ultimi giorni, potrebbero doversi sobbarcare i patronati.

A seconda della categoria di appartenenza, tra quelle previste dal decreto attuativo del 14 febbraio 2014, le istanze vanno presentate alle Direzioni Territoriali del Lavoro oppure direttamente all’INPS mentre per i dipendenti pubblici è stata istituita una procedura online a se stante, con moduli editabili e inviabili direttamente dal sito INPS. Se per i primi la prassi da seguire è ben descritta nel Messaggio INPS n° 4373 del 2 maggio 2014 e la necessaria modulistica è da tempo disponibile sul sito governativo del Ministero del Lavoro (il link è pubblicato sulla homepage di questo blog), non altrettanto si può dire per i contributori volontari del settore privato i quali, ad oggi e tranne la sommaria informativa loro dedicata nel messaggio di cui sopra, non dispongono ancora di informazioni ufficiali esaurienti alle quali attenersi per compilare e inviare la domanda online.

A dire il vero, le idee chiare nel merito pare siano patrimonio di pochi se è vero, come è vero che, patronato che vai risposta che trovi: da quello che respinge la delega affermando di essere tuttora in attesa del prodotto informatico dedicato, a quello che accetta la delega rilasciando una ricevuta di trasmissione della domanda via posta certificata, mentre che il messaggio INPS,  per le domande relative ai gruppi a),  e) ed f) della Legge 147/2013 parla esclusivamente di procedura online, sia per i privati cittadini che per i patronati.

Volendo cercare di fare un po’ di chiarezza su questa ennesima situazione Kafkiana che, salvo aggiornamenti dell’ultima ora, prefigura oscure prospettive per i già ampiamente danneggiato contributori volontari, ci rifacciamo ad alcuni articoli facilmente reperibili in rete, tra i quali quello pubblicato dal portale http://www.finanzainchiaro.it.  datato 11 marzo 2014, dove vengono spiegate molto chiaramente le procedure online attivate e quindi utilizzabili da parte dei cittadini e dei patronati per inserire online le domande di salvaguardia relative ai 2.500 più 6.500 del DL 102/2013 nonché quelle relative ai gruppi a), e) ed f) della legge 147/2013.

Resta in vero da capire come da inizio marzo ad oggi, ad esclusione di un succinto trafiletto scovato sul n° 29 del periodico d’informazione del Patronato INCA Lombardia, non si trovi traccia di una informativa atta ad istruire correttamente ed esaurientemente gli aventi diritto. Tanto più resta incomprensibile come tale stato di sostanziale carenza informativa possa perdurare a poco più di due settimane dalla decadenza dei termini di legge. Fortunatamente esiste la rete, verrebbe da dire, ma andiamo oltre.

Nella consapevolezza che le ormai ristrette tempistiche potrebbero costringere, loro malgrado, alcuni ex lavoratori a dover provvedere da se, proponiamo un esempio passo-passo dei passaggi necessari a compilare istanza di “verifica del diritto a pensione da salvaguardia”.

Nell’esempio che andiamo ad illustrare non è possibile considerare tutte le specifiche casistiche ma sicuramente sarà di aiuto a tutti per accedere alla procedura e comprenderne le modalità di utilizzo. Le differenze vertono sostanzialmente in merito ai differenti dati richiesti ma, una volta compreso il funzionamento, è perfettamente intuitivo cosa selezionare e cosa inserire.

Si ricorda agli interessati che per inviare al protocollo la domanda è indispensabile disporre del PIN DISPOSITIVO. In caso contrario la domanda verrà memorizzata dal sistema ma non verrà protocollata, quindi non verrà presa in carico dall’Istituto, fino a che non si provvederà ad inviarla autenticandosi con il PIN DISPOSITIVO.

Dopo aver fatto il login dal portale INPS come utente cittadino, si aprirà la pagina del menù principale. Da questo menù selezionare la voce “Domanda di pensione e certificazione (salvaguardia e diritto a pensione” e, dalla pagina successiva, selezionare sul lato sinistro la voce “Cerca/Compila Domanda”. La finestra che si apre contiene i record di tutte le domande presentate in precedenza quindi, per alcuni può contenere alcune righe di dati, per altri potrebbe risultare del tutto vuota. In ogni caso, selezionare il pulsante “Nuova domanda” in basso a sinistra.

A questo punto comparirà il menù principale della domanda che si vuole ingressare. Le relative voci saranno accessibili in sequenza, mano a mano che si procederà nell’inserimento, a cominciare dalla scheda “Anagrafica”. Notare che in alto a sinistra continuerà a comparire la dicitura “Domanda di Pensione”; non vi preoccupate, è tutto regolare. Inoltre, una scritta in rosso, molto evidente, vi fornirà la traccia sintetica di come procedere.

Aprite in ogni caso la sezione “Anagrafica” anche se, in virtù di precedenti domande, siete certi che sia interamente e correttamente compilata. La sezione va comunque aperta, eventualmente aggiornata, quindi salvata per mezzo del tasto “Salva” che trovate in basso a sinistra.

Comparirà un messaggio riportante i vostri recapiti ai quali potranno essere inviate eventuali comunicazioni. Verificate che i recapiti indicati siano corretti e, se del caso, aggiornate nuovamente i dati dell’anagrafica (salvando nuovamente al termine delle modifiche) prima di proseguire. L’anagrafica va in ogni caso salvata perché questo vale quale autocertificazione dei dati anagrafici inseriti.

Terminato di compilare o aggiornare la scheda anagrafica, si passa alla sezione successiva selezionando l’apposito tasto “Dichiarazioni”.

A chi fosse già beneficiario di altre pensioni gli comparirà l’elenco delle sue pensioni; ovviamente non comparirà alcun elenco a chi non beneficiasse ancora di nessuna pensione (i più tanti). In ogni caso tutti devono selezionare “Nuova Domanda”. Il tasto “seleziona” serve a collegare questa nuova domanda ad una pensione esistente; è il caso, per esempio di una domanda di ricostituzione. Nel caso della salvaguardia, la domanda non va collegata a nessun altro beneficio in essere quindi si tratta di una “Nuova Domanda”.

Da questo punto in avanti, pur non variando il percorso generale, si differenziano le scelte da operare a seconda della categoria di salvaguardia di appartenenza. In questo esempio analizziamo l’iter per l’istanza di un lavoratore autorizzato ai versamenti volontari senza versamenti (accreditati o accreditabili) al 06/12/2011. Chi non si riconoscesse in questa specifica casistica dovrà ovviamente scegliere l’opzione a lui più confacente scegliendo tra le restanti.

Attenzione quindi ad operare correttamente le scelte per non inviare un’istanza errata nei termini che, con elevate probabilità, potrebbe comportare un rifiuto per mancanza dei requisiti.

Le caselle a discesa nelle quali effettuare la scelta sono tre:

“Selezione Tipo” ==> per tutti selezionare “Certificazione”
“Selezione Sottotipo” ==> selezionare la legge a cui è riferita la salvaguardia (nel caso preso ad esempio è la 147/2013)
“Seleziona Tipologia” ==> selezionare il gruppo di salvaguardabili di competenza

Per altre tipologie di salvaguardati, a questo punto, possono presentarsi altre schermate dove necessiterà inserire altri dati. I licenziati unilaterali, ad esempio, dovranno dichiarare se hanno o meno lavorato e in quali periodi, ma la procedura resta comunque del tutto intuitiva anche se si differenzia da quella in esempio.

Quale che sia la casistica compilata, al termine si dovranno salvare i dati ingressati selezionando il tasto “Continua”.

Se tutto è stato compilato correttamente, nella pagina del menù principale della procedura si attiverà il tasto “invia e presenta domanda”. Attenzione a non selezionare questo tasto se non si ha la certezza di aver compilato tutto correttamente. Eventualmente riaprire prima le sezioni già compilate per eventualmente ricontrollare o modificare i dati ingressati, avendo cura di salvare nuovamente i dati per richiudere la sezione.

Prima di selezionare “invia e presenta domanda” si suggerisce di selezionare il tasto “anteprima e stampa”; la copia della ricevuta che viene scaricata è solo un faximile e non ha nessun valore legale ma è utile per procurarsi un agevole riepilogo del tutto, per controllare un’ultima volta prima del definitivo invio.

Accertato che tutti i dati siano stati correttamente inseriti, si può inviare la domanda al protocollo selezionando “invia e presenta domanda”. Attenzione che,una volta inviata la domanda, non sarà più possibile modificarla o cancellarla in alcun modo

Qualora si volesse cancellare l’intera domanda perché si è deciso di desistere, occorre riaprire in sequenza inversa tutte le sezioni già compilate e selezionare a fondo pagina il tasto “Cancella”. Arrivati alla cancellazione della sezione “Anagrafica” il sistema chiederà conferma che si voglia davvero cancellare l’intera domanda. E’ sufficiente selezionare “OK” e tutto quanto è stato inserito e numerato con quella domanda sparisce dal sistema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *