Salvaguardia legge 147/2013: istanza online per i contributori volontari – Chiarimenti INPS

Nel precedente articolo abbiamo presentato un dettagliato esempio delle procedure predisposte da INPS, atte ad istanziare le salvaguardie in oggetto. Nel frattempo, dietro esplicito coinvolgimento, la Direzione Pensioni INPS ha rilasciato  alcuni chiarimenti che confortano la correttezza delle informazioni fornite attraverso questo blog. Dobbiamo intanto per questo ringraziare il pronto interessamento della On. Marialuisa Gnecchi (deputata parlamentare del PD) e di Rita Cavaterra (responsabile delle Politiche previdenziali della CGIL) per la sollecitudine con la quale si sono attivate presso la Direzione Pensioni dell’Istituto su segnalazione della Rete dei Comitati.

Non sto qui a ripetermi nei dettagli operativi necessari a compilare ed inviare correttamente l’istanza di salvaguardia, ritenendoli già esaurientemente esposti in questo altro articolo; mi limiterò piuttosto, col conforto delle precisazioni fornite da INPS, a fornire un sintetico elenco delle casistiche e delle procedure ad esse dedicate:

  • le procedure sono disponibili sia per i cittadini che per i patronati;
  • ai dipendenti pubblici è riservata una procedura online separata da quella per i privati;
  • i contributori volontari del settore privato, che si riconoscano nei gruppi b), c) e d) del messaggio INPS n° 4373 del 2 maggio 2014, devono scaricare i relativi modelli dal sito del Ministero del Lavoro (il link è presente anche sulla Home Page di questo blog) e inviarli via pec alle DTL, come indicato nel messaggio suddetto; (1)(2)
  • i contributori volontari del settore privato, che si riconoscano nei gruppi a), e) ed f) del messaggio INPS n° 4373 del 2 maggio 2014, devono utilizzare la procedura già illustrata in questo articolo, tenendo conto che, a seconda della tipologia di appartenenza, possono presentarsi differenze nelle schermate e nelle informazioni richieste. (3)

Note:

(1) Con l’invio della documentazione a DTL la domanda di salvaguardia è completa e non necessita fare altro se non attendere la risposta da DTL. Tuttavia, precisa la Direzione Pensioni INPS, è facoltà del soggetto (non è obbligo) replicare l’istanza direttamente a INPS, servendosi delle stesse procedure online dedicate ai contributori volontari del settore privato; questo consentirà un più rapido espletamento della pratica una volta che a INPS sarà pervenuto il benestare della DTL di competenza.

(2) A chi intenda servirsi di patronati consigliamo di farsi consegnare una ricevuta riportante gli estremi salienti della PEC inviata a DTL e soprattutto di verificare, una volta a casa, che il destinatario della PEC sia quello dovuto.

(3) A chi si rivolge ai patronati consigliamo di farsi stampare copia della ricevuta INPS della domanda appena protocollata. Tale documento è ufficiale, riporta la sintesi di tutto quanto è stato inviato e dichiarato ed è ciò che fa fede in caso di contestazioni o di azioni legali. Al patronato costa meno di un minuto stamparlo e il numero di stampe consentite è illimitato; quindi non ha alcun motivo plausibile per rifiutarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Ai sensi del GDPR 679/2016 la pubblicazione dei commenti è subordinata al consenso attivo alla raccolta dei dati personali richiesti, necessari a tenere traccia dei commenti stessi. Maggiori informazioni su come, dove e perché vengono memorizzati questi dati sono consultabili alla pagina della Informativa sulla Privacy Policy del sito .

*

  Acconsento a fornire i dati personali richiesti, che verranno trattati in conformità a quanto indicato nel documento della Privacy Policy del Sito

Per inviare un commento è necessario che i cookie del servizio "Invisible Recaptcha" siano abilitati.
Le impostazioni dei cookie possono essere modificate accedendo a questa pagina del Sito