Incontro Rete dei Comitati – PD del 19-02-2014 – Resoconto

Roma, 19 febbraio 2014

RESOCONTO DELL’INCONTRO TRA UNA RAPPRESENTANZA DELLA SEGRETERIA DEL
PARTITO DEMOCRATICO ED UNA DELEGAZIONE DELLA RETE DEI COMITATI DI “ESODATI”

Il giorno 19.2.2014 si è tenuto un incontro tra una rappresentanza della Segreteria Nazionale del Partito Democratico composta da Marianna MADIA (responsabile delle politiche del lavoro), Filippo TADDEI (responsabile delle politiche economiche), Davide FARAONE  (responsabile delle politiche per il welfare) e Salvatore CAVALLO (collaboratore personale dell’on. Gnecchi), Daniel POMMIER (collaboratore  personale  dell’on.  Madia),  Lucio  CAFARELLI  (Coordinatore  Area  Lavoro  della Segreteria  PD)  ed  una  delegazione  della  Rete  dei  Comitati  di  Esodati  composta  da  Angelo MOIRAGHI  (responsabile  Eventi  e  Organizzazione  della “Rete”)  Salvatore  CARPENTIERI (Comitato Mobilitati Roma Napoli), Francesco FLORE (Comitato Autorizzati Contributori Volontari), Elide  ALBONI  (Comitato  Licenziati  Senza  Tutele),  Marta  PIROZZI  (Gruppo  ESMOL  Donne Esodate, Mobilitate e Licenziate), Evelina ROSSETTO (Comitato “I Quindicenni”), Pietro BRAGLIA (Comitato  Esodati  Reggio  Emilia),  Daniele MARTELLA  (Comitato  Dirigenti  Esodati  e Coordinamento  Esodati  Romani),  Giuliano  COLACI  (Coordinamento  Esodati Romani),  Marcello LUCA (Comitato fondi di settore FS e bancari). Presenti all’incontro anche Marco CROCIATI, Danilo TABORRI e Giampietro SALVATORI, rappresentanti del “Personale mobile” delle Ferrovie.

L’incontro ha avuto inizio alle ore 14,15.

Dopo le presentazioni ed una breve introduzione sulle tematiche e gli scopi dell’incontro a cura di Angelo  Moiraghi  e  del  consigliere Taddei, Salvatore Carpentieri procede alla dettagliata illustrazione di un documento della Rete dei Comitati (allegato come parte integrante del presente resoconto unitamente al Dossier “Drammi individuali e disagio sociale: La Riforma Fornero delle Pensioni”, versione “v6.5”, aggiornata al 17 Febbraio 2014).

In tale documento si dimostra, in maniera inoppugnabile e documentata sulla base di dati ufficiali governativi e dell’INPS:

  • come la riforma Dini del 1995 avesse perfettamente riequilibrato il sistema pensionistico dell’AGO (assicurazione Generale obbligatoria – Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti) se in esso successivamente, a partire dal 1996 con il fondo Trasporti, dal 2000 con quelli Elettrici e Telefonici, e dal 2004 con INPDAI, non vi fossero stati accorpati senza alcun preventivo risanamento fondi di origine pubblica o Confindustriale, che sono andati a gravare impropriamente sul fondo originario, costituendo un vero e proprio “contributo di solidarietà” occulto dalle pensioni più basse a quelle più alte, che negli ultimi 10 anni ha comportato un trasferimento di ben 70 Miliardi di Euro in danno del FPLD.
  • Come non vi sia alcun contrasto pensionistico generazionale poiché, ovviamente in condizioni di presenza del Lavoro in Italia, gli studi dell’INPS dimostrano che non vi sarà. Ovvero il vero problema è il lavoro e non una presunta sottrazione generazionale di risorse.
  • Come le cause dell’esistenza degli esodati siano dovute alla stessa legge L.214/2011 che ha operato un immediata “sospensione” pluriennale del diritto pensionistico, al di fuori di ogni logica sempre seguita nelle riforma pensionistiche in Europa e nelle precedenti italiane, che infatti non hanno prodotto un simile fenomeno.
  • Come il persistere a distanza di più di 2 anni dei “guasti” della vergognosa “riforma”, che sulla base dei numeri ufficiali fin qui noti colpisce ancora circa 230.000 cittadini italiani (e le loro famiglie) a rischio indigenza lasciandole senza alcun reddito e con la revoca del diritto alla pensione, sia causato dall’ostinazione di voler continuare a nascondere i numeri e le cause, continuando a legiferare le salvaguardie a “macchia di leopardo”, e producendo ulteriori discriminazioni. A questo si aggiunga fin da subito il pregiudizio della “negazione del diritto” che si manifesta con l’approvazione di un numero limitato e imposto di salvaguardie generando così il fenomeno, intollerabile in uno Stato Civile e Democratico, della “lotteria del diritto”, in violazione a qualsiasi principio, non si dice costituzionale, ma addirittura nemmeno intuitivo!
  • L’evidenza che i risparmi previsti dall’RGS si basano su dati inattendibili e incontrollati tanto che il risparmio sulla spesa previdenziale dal 2013 al 2021 risulta in realtà di ben 4 volte superiore rispetto a quanto preventivamente calcolato dalla RGS (22 MLD preventivati contro gli 83 MLD calcolati dall’Ufficio Attuariale dell’INPS), per cui la differenza verrà incamerata in maniera “nascosta” nella gestione corrente dello Stato;
  • la fondatezza della relazione tecnica dell’INPS allegata alla nota del DG Nori con la quale si informava il Ministro del numero (390.200) e delle platee degli “esodati” nascosti inizialmente dalla Ministra Fornero e successivamente contestati nel noto scontro con il Presidente Mastrapasqua. Numeri poi utilizzati dalla Ragioneria dello Stato per calcolare i costi della PdL 5103 dichiarando infine l’insufficienza della copertura finanziaria ipotizzata, sebbene ad oggi alle varie interrogazioni parlamentari per ottenere i numeri certi non si siano mai fornite risposte (ma, ci si chiede, se tali numeri non vengono considerati ufficiali come è possibile che allora diventino credibili e utilizzabili per la RGS nel calcolo del costo di un provvedimento portandopoi di fatto alla sua bocciatura?)
  • Come la soluzione unica per gli “Esodati” non possa che essere di tipo previdenziale secondo le norme previgenti la “riforma” Fornero e in  linea con i principi di salvaguardia proposti nel Dossier della Rete.

Si sono illustrate anche dettagliatamente le ingiustizie, le iniquità e le discriminazioni provocate dalla cosiddetta “riforma” previdenziale Monti – Fornero ed i palesi profili di incostituzionalità denunciati anche da rappresentanti delle Istituzioni (a partire, già 2 anni fa, dall’ex Presidente della Camera Fini per arrivare ai giorni nostri al consigliere giuridico del Presidente della Repubblica). Al termine della illustrazione i rappresentanti della Rete dei Comitati, a nome di tutti gli “esodati”, richiedono alla Segreteria del partito di maggioranza del “Governo in formazione” del Presidente incaricato Renzi, un formale e preciso impegno affinché:

  1. Si individui la platea degli “esodati” in coloro che si trovino nella condizione di
    • Non  essere  più  occupati  al  31.12.2011  per  avvenuta  risoluzione  contrattuale  a  qualsiasi titolo,  oppure  avere  entro  quella  data  sottoscritto  accordi  collettivi  o  individuali  che  come esito finale prevedano il futuro licenziamento.
    • Maturare il requisito pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12.2018.
  2. Si proceda ad un immediato censimento individuando precisamente (sulla base di quanto definito al punto precedente) i numeri delle platee dei soggetti appartenenti alle varie categorie di “Esodati”, e mirando alla certificazione del diritto dei soggetti interessati;
  3. Si proceda alla attuazione della soluzione strutturale del problema “esodati”, anche con l’approvazione della PdL risultante dall’unificazione degli ex AA.C. 224, 387, 727, 946, 1014,  1045 e 1336, oggi all’esame delle Commissioni Parlamentari e di cui è prevista la “calendarizzazione” in Aula entro il mese di Marzo, evitando il ripetersi della beffa già subita dagli esodati nella passata legislatura con la PdL 5103.

 Al termine della relazione si richiede che la proposta di soluzione strutturale della “Questione esodati” venga recepita quale punto prioritario del programma di governo del Presidente del Consiglio incaricato e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi.

Nel breve dibattito che segue:

  • si concorda sull’esigenza di pervenire alla separazione, nell’amministrazione dell’INPS, tra i fondi dedicati alla Previdenza e quelli all’Assistenza stante la ovvia necessità che questi ultimi devono essere posti a carico della Fiscalità Generale e nel riequilibrio della solidarietà tra i fondi, adeguandoli al dettato dell’ art. 53 della Costituzione;
  • si sottolinea come sia incomprensibilmente  “falsa” l’incapacità di individuare le platee e i numeri esatti degli “Esodati”, stante la circostanza che tutte le categorie degli stessi, una volta individuate, risultano certamente gestite e classificate, e quindi rintracciabili, attraverso ricerche incrociate negli archivi di INPS, DTL e Tribunali del Lavoro (rif.  slide n.18 dell’allegato documento “La Rete degli esodati incontra la segreteria PD def”);
  • si ribadisce l’esigenza che prioritariamente si stabilisca, secondo quanto sopra riportato alpunto 1), il diritto degli interessati di accedere alla pensione secondo le norme previgenti e di conseguenza si definiscano le coperture finanziarie necessarie, e non viceversa come fino ad oggi avvenuto con le “salvaguardie-lotteria” intervenute a “macchia di leopardo”.

Segue l’intervento dei rappresentanti dei Comitati (uno per categoria) per illustrare dettagliatamente i problemi insoluti ancora aperti per le singole categorie di “Esodati”:

Francesco Flore per i Contributori Volontari evidenzia la doppia penalizzazione di tale categoria in quanto al mancato riconoscimento del diritto si somma la perdita dei contributi volontari versati con fondi propri. Sottolinea che paradossalmente (com’è sempre avvenuto per tale categoria) la norma derogava  tutti  i  c.v.  con  autorizzazione  al  4.12.11  ma  che  i  successivi D.M. attuativi dei provvedimenti di salvaguardia hanno gravemente limitato tale deroga.  Aggiunge la mancata soluzione del problema dei “contributori” autorizzati al 20.6.2007 (derogati dalla L.247/07) nonostante il parere favorevole espresso dalle Commissioni Parlamentari e l’O.d.G. approvato in Senato il 29.1.14 anche dal Governo. Evidenzia che i c.v. non salvaguardati sono oltre 105.000. Richiede che la data di autorizzazione alla Contribuzione volontaria fissata dalla norma venga spostata dal 4.12.11 al 31.12.12, senza il vincolo dell’aver versato almeno un contributo volontario, e che la salvaguardia venga concessa a tutti coloro che maturano il requisito pensionistico con le vecchie norme entro il 31.12.2018. Il testo dell’intervento è stato consegnato insieme alla restante documentazione e fa parte integrante del presente resoconto.

Elide Alboni per i Licenziati da piccole aziende senza tutele denuncia come in tale realtà, priva di ammortizzatori sociali, in concomitanza con la più grave crisi del paese, la riforma Fornero abbia determinato un devastante e drammatico fenomeno laddove, in concomitanza alle espulsioni dal lavoro dei più anziani e vicini alla pensione, favorite anche dalla riforma del lavoro Fornero, abbia corrisposto la privazione del diritto pensionistico sottratto dall’oggi al domani con la riforma pensionistica: la Fornero ha tagliato i ponti e sottratto anche gli approdi!

La loro privazione di reddito è immediata non disponendo di ammortizzatori sociali
adeguati ed urgente è la risposta della Politica e del Governo.

Ad aumentare la drammaticità della condizione di tali lavoratori viene sottolineato come essi, ove risultassero proprietari ad esempio di un appartamento acquisito con i sacrifici di una vita, non abbiano diritto nemmeno ad eventuali sussidi sociali.

Marta Pirozzi per il Gruppo ESMOL (Donne ESodate, Mobilitate e Licenziate) denuncia la penalizzazione di genere, grave e occultata da una censura anche mediatica impenetrabile, subita in conseguenza della manovra dalle donne già espulse dal mercato del lavoro e prossime alla pensione, che a causa dell’equiparazione senza gradualità dell’età pensionabile per entrambi i sessi e della mancanza di norme transitorie, si trovano ad attendere anche per 8/10 anni senza stipendio e senza pensione e vengono respinte verso la povertà perché prive di reddito o la subalternità da altri soggetti economici nel nucleo familiare. I risultati conquistati in decenni di lotte per le pari opportunità e di faticosa conciliazione del lavoro e delle funzioni di cura esercitate gratuitamente sopperendo all’assenza di servizi vengono così bruscamente cancellati. Fra l’altro la valorizzazione solo parziale del lavoro femminile coniugata con la crisi economica ha determinato la circostanza che le donne fossero ancor prima degli uomini licenziate da piccole e medie aziende nel processo di  riduzione degli organici o inserite in piani di mobilità e di esodo, sperimentando perfino nel momento dell’uscita dal lavoro un trattamento differenziale e discriminatorio.

Evelina Rossetto per i “Quindicenni” delinea il problema rimasto aperto dopo il recupero della validità della soglia minima dei 15 anni di contribuzione per accedere alla pensione di vecchiaia, ovvero il problema del violento innalzamento del requisito anagrafico per la componente femminile della categoria. Spiega che nella molteplicità delle casistiche dei “quindicenni”, sono compresi 15enni CV, cessati con accordi collettivi o individuali, licenziati unilaterali e dimissionari “volontari”, e come alcuni soggetti appartenenti alla categoria, in quanto rientranti anche in altre categorie “derogabili”, abbiano in taluni casi potuto beneficiare della deroghe sebbene la stessa non sia in sé tra le categorie suscettibili di salvaguardia, ma ricorda come molti altri non abbiano potuto “sfruttare” questa possibilità. Richiede quindi fermamente il riconoscimento e l’applicazione del diritto alla pensione con le regole ante Fornero anche per quei soggetti “quindicenni” aventi i due requisiti cardine esposti al punto specifico dell’allegato “Dossier” (cifr. pag. 23), in modo da porre definitivamente fine a discriminazioni tra soggetti aventi gli stessi requisiti, e al vile fenomeno della categorizzazione dei soggetti suscettibili di essere riconosciuti tra gli aventi diritto.

Daniele Martella per i cessati conferma la necessità dell’estensione della salvaguardia al 31 dicembre 2018 (maturazione del diritto); inoltre, per coloro che hanno stipulato l’accordo antecedentemente alla data del 31/12/2011, chiede l’eliminazione della condizione della cessazione del rapporto di lavoro entro il 30/6/2012; rappresenta inoltre alcune situazioni particolari di lavoratori licenziati ante 31.12.2011 per i quali ha chiesto la salvaguardia sia riconosciuta anche in caso di rioccupazione a tempo indeterminato ma con rapporto di lavoro risolto senza corresponsione di compenso o per nuovo licenziamento (a seguito intervenuto fallimento o altra procedura concorsuale).
Ricorda altresì che con la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013) al comma 235 viene istituito un fondo specifico di 36 Mln di Euro per il 2013, rifinanziabile e destinato a contenere anche le eventuali economie realizzate sulle somme stanziate a copertura degli interventi di salvaguardia previsti negli interventi legislativi precedenti, destinato al finanziamento di ulteriori norme di salvaguardia. La stessa norma, prevedeva l’emanazione di un decreto attuativo non regolamentare da parte della Presidenza del Consiglio che ad oggi non ha ancora provveduto: chiede quindi l’emanazione rapida di tale decreto e l’assicurazione che i risparmi ivi confluiti siano effettivamente destinati e vincolati esclusivamente all’estensione delle salvaguardie che, conseguentemente e in base alle cifre accantonate, non richiederebbero nuove coperture.
Infine ribadisce la necessità dell’effettuazione del censimento degli “Esodati”.  Inoltre tenuto conto che la maggior parte degli “Esodati” ha fatto almeno una domanda di salvaguardia a DTL o INPS e che si può arrivare, tra questi, a conoscere perlomeno il numero esatto dei NON Salvaguardati, chiede di predisporre quanto serve (interrogazione parlamentare o quant’altro) per conoscerne l’entità in modo da poter calcolare gli oneri occorrenti per le salvaguardie e la relativa copertura.

Marcello Luca per i “Fondi di Settore” pone l’accento sul problema del prolungamento al sostegno del reddito innescato dalla legge 122/2010 che ha introdotto la cosiddetta finestra Sacconi. Molti lavoratori esodati che hanno firmato accordi entro il 30 aprile 2010 per lasciare il lavoro anche successivamente a questa data sono incappati nella finestra che ha allungato di almeno 1 anno la decorrenza pensionistica. Il prolungamento del sostegno al reddito fino alla decorrenza pensionistica, predisposto dal comma 5-bis, Art. 12 della legge 122/2010, avrebbe dovuto essere garantito dal D.I. firmato a fine dicembre dai Ministri Giovannini e Saccomanni, che ne hanno invece predisposto le coperture soltanto per l’anno solare 2013, limitandone per di più la fruizione a coloro che erano già cessati dal lavoro alla data del 30/4/2010, con la conseguenza che molti esodati si troveranno senza sostegno e senza ancora la pensione nel 2014. Si chiede l’impegno per un intervento che, riportando a quanto normato dalla legge 122, ovvii a tale spiacevole inconveniente.

Interviene Salvatore Cavallo per sottolineare che il quadro emerso dagli interventi dei rappresentati della Rete è chiaro, completo ed esaustivo della situazione degli “esodati”. Illustra l’impegno della Commissione Lavoro della Camera in collaborazione con la Rete che ha dimostrato accurata preparazione sul tema ed ha contribuito alla formazione della PdL 5103 prima del testo unificato attualmente in esame in Commissione Lavoro della Camera che ritiene essere valido ed attuale strumento indispensabile per risolvere il problema strutturalmente. Conferma la falsità dei numeri dati al parlamento sugli “esodati” che non hanno consentito di approvare le proposte a causa delle coperture finanziarie ipotizzate su numeri errati. In merito ritiene indispensabile salvaguardare i residui del Fondo Esodati che deve essere riservato esclusivamente per la loro salvaguardia e ritiene che si debbano rivedere e razionalizzare le agevolazioni ed i vantaggi previdenziali di altre categorie (forze militari ed altri) e fondi pensionistici per recuperare risorse da destinar  al riequilibrio del diritto anche aprendo il fronte del contributo di solidarietà.

Il responsabile Eventi e Organizzazione della “RETE” Angelo Moiraghi fa notare ai membri della Segreteria PD presenti che tutte le osservazioni e le rivendicazioni riportate dai responsabili delle varie categorie di “Esodati” sono riportate e meglio dettagliate nel “Dossier” della “RETE”.

Intervengono brevemente i rappresentanti del “Personale mobile” delle Ferrovie per sottolineare come anche nel loro caso l’incremento repentino del “requisito pensionistico” dai precedenti 58 anni agli attuali 67 previsti dalla “Riforma” Fornero risulti inaccettabile (oltre che potenzialmente pericoloso per la sicurezza). Si uniscono alla “Rete” nel chiedere l’approvazione della PdL unificata in esame alla Camera di cui si è riportato al precedente punto 3) del resoconto, in quanto contenente un passaggio normativo che risolverebbe anche la loro problematica.

A conclusione dell’incontro intervengono gli  on. Madia e Taddei che concordano e condividono quanto emerso dai numerosi interventi evidenziando che si avvarranno del supporto di Salvatore Cavallo nel prosieguo dell’impegno verso la ricerca della soluzione strutturale del problema esodati al quale si vuole puntare. Sottolineano che dal loro punto di vista il problema “esodati” è un problema straordinario che, stanti  le attuali  problematiche del bilancio dello Stato, dovrà essere risolto con risorse finanziarie straordinarie da reperire in accordo con le politiche del nuovo Governo.

Informano che il PD è fortemente impegnato sul problema ed intende proporre misure per risolverlo strutturalmente in tempi brevi anche (ma non solo) nell’ambito dell’esame ed approvazione della PdL risultante dall’unificazione degli ex AA.C. 224, 387, 727, 946, 1014,  1045 e 1336.  Comunicano che, nell’ambito delle prerogative dei mandati che hanno ricevuto all’interno della segreteria del PD, intendono assumere i seguenti impegni:

  1. Nei prossimi giorni sarà richiesto (anche con evidenza pubblica) al commissario INPS diprodurre in tempi brevissimi i numeri e le platee esatte degli “esodati”;
  2. L’inserimento quale obbiettivo prioritario nel programma del nuovo governo del Presidente incaricato Matteo Renzi di un punto specifico con l’impegno a risolvere strutturalmente il problema degli “Esodati”;
  3. La richiesta che la copertura finanziaria per la soluzione della questione “Esodati” venga prevista  attraverso “entrate straordinarie” (viene citato come esempio l’accordo per il rientro dei capitali dalla Svizzera).

La “RETE” non concorda con l’impostazione suggerita per la copertura finanziaria in quanto ritiene che all’ammissione degli errori commessi (e ammessi ormai da tutti) con l’approvazione della “riforma” Fornero (in particolare per ciò che riguarda la “retroattività dell’applicazione e la mancanza di “transitorio”) occorre rispondere in modo conseguente, nel ripristinare il “patto rotto” che ha prodotto il fenomeno “Esodati” e nel restituire il diritto sottratto, con qualsiasi tipo di copertura economica disponibile, anche e soprattutto perché tali straordinarie disponibilità finanziarie dipendono da accordi e tempi mediamente non brevi e ancora non ipotizzabili mentre, per coloro che, non salvaguardati, sono senza reddito ne’ pensione ormai da anni (e per le loro famiglie), l’urgenza temporale di arrivare a poter disporre del reddito certo della loro pensione è massima, pena l’andare ad ingrossare le fila di chi vive al di sotto delle soglie di povertà assoluta. Senza contare che, visti i numeri dei soggetti interessati, si fa concreto anche qualche rischio per la stabilità sociale del Paese !!

In  chiusura si prende impegno di programmare incontri bimestrali per il monitoraggio della situazione e per la verifica puntuale degli impegni presi. Tali incontri e contatti saranno concordati tra la Segreteria del PD (Salvatore Cavallo) e il Responsabile dell’Organizzazione della “RETE”.

L’incontro si conclude alle ore 16,30.

Per la “Rete” dei Comitati degli Esodati”
Angelo Moiraghi

[SCARICA IL DOSSIER ESODATI ver-6.5 (.pdf)]

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