Le lettere della salvaguardia: dichiarazioni tante, ufficialità poca, fatti nessuno

Dopo aver dato diffusione ai recenti avvenimenti di questi ultimi giorni, anche alla luce delle eterogenee reazioni che tali fatti hanno suscitato, pare ora doveroso fare il punto della situazione, anche in considerazione del fatto che, contrariamente alle ripetute comunicazioni dai tini tranquillizzanti e all’apparenza inequivocabili, nulla pare mutare per i rispettivi fascicoli previdenziali degli assicurati. Chi era “Potenziale beneficiario” nei confronti della salvaguardia continua ad esserlo e chi si rivolge al front-end informativo dell’Istituto, riceve risposte del tutto in contrasto con quanto affermato da una singola voce della dirigenza; soprattutto non c’è apparente modo per ricevere una qualsiasi credibile risposta in relazione alle attese tempistiche future. A dispetto delle ridondanti e rassicuranti parole del Direttore Generale, la conclusione di questa sempre più ingarbugliata vicenda appare ancora decisamente lontana quanto indefinita e, quel che è peggio, indefinibile. I comunicati parlano di certificazione della salvaguardia mentre, rivolgendosi ai call-center o agli uffici territoriali, si viene sovente a conoscenza che la lavorazione della propria posizione non è ancora nemmeno stata conclusa e talvolta non è nemmeno iniziata.

  • I comunicati parlano di 65.000 lettere inviate entro fine mese ma le rilevazioni fatte attraverso i nostri forum e i nostri blog, parlano di un iniziale flusso che si è praticamente arrestato da circa una settimana.
  • I comunicati parlano di un iniziale invio di 25.000 comunicazioni ma, ad oggi, solo un 10% dei nostri utenti registrati hanno segnalato la avvenuta ricezione della lettera (e siamo ormai a metà mese!)
  • I messaggi INPS davano per conclusa l’intera lavorazione entro il 08/02/13 ma, ad oggi, è tutt’altro che conclusa e le aspettative ormai traguardano ben oltre l’obiettivo dichiarato.
  • I messaggi INPS parlano di posizioni verificabili online ma, che si abbia ricevuto o meno la lettera, tutto quello che si può osservare è quella dicitura “Potenziale beneficiario” e, in alternativa “contenuti non accessibili”
  • I messaggi INPS parlano di domande di pensione bloccate o riesumate in attesa della salvaguardia e di relativa notifica all’interessato ma in merito a questo nessuno ha mai ricevuto nulla
  • I messaggi INPS parlano di certificazione in tempo utile a presentare domanda ma, ad oggi, le posizioni con decorrenza Gennaio, Febbraio e, prossimamente anche Marzo 2013, non sono state affatto liquidate, nè in forma definitiva, nè tanto meno in forma provvisoria come invece vorrebbero gli ultimi messaggi INPS.

Ecco quindi che le ultime dichiarazioni di Mauro Nori devono essere assunte con la massima cautela. Intanto perché alla pubblicazione della dichiarazione non è seguita una adeguata azione dispositiva atta a tradurre in atti concreti le affermazioni rilasciate alle agenzie di stampa. In secondo luogo perché nessun dipendente dell’Istituto è comandato ad informarsi presso le agenzie di stampa delle intenzioni dei suoi massimi dirigenti ma deve essere aggiornato attraverso circolari, messaggi e disposizioni interne. Va da se quindi che, se non si da corso (e fino ad ora non lo si è dato) ad una trasposizione delle dichiarazioni in atti dispositivi concreti ed efficaci, tutto resta nel campo delle mere affermazioni personali. Tanto più restano affermazioni personali se, riportate da un organo di stampa, non incontrano a loro volta un ufficiale, pronto avvallo della legale rappresentanza dell’Istituto, il dott. Antonio Mastropasqua. L’intera vicenda, che sul primo momento poteva apparire come una responsabile svolta a seguito di una realistica presa d’atto delle già pesanti sofferenze, gratuitamente inferte a decine di migliaia di famiglie di mobilitati, stante l’attuale situazione si propone sempre più come una semplice operazione di facciata, che non ha prodotto alcun effetto sul processo in corso e che anzi, perseverando nell’ambiguità, rischia soltanto di alimentare i già diffusi timori per ulteriori negative svolte nella vicenda.

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