Più trasparenza nella gestione delle liste di salvaguardia

In occasione della seconda tranche di invii, continuano ad arrivare lettere anche a chi non possiede i requisiti previsti, come ad esempio i mobilitati con fine rapporto di lavoro in data successiva al 4 Dicembre 2011 che, come sappiamo, appartengono ad un’altra platea. C’è stato un miglioramento tutto sommato, visto che le prime lettere sono state inviate anche a soggetti già in pensione. Sarcasmo a parte,

lo scenario complessivo entro il quale sta procedendo l’operatività dell’Inps
continua ad essere caotico quindi preoccupante.

Continuo a chiedermi che fine abbiano fatto i numeri presentati alla Camera e al Senato dalla Prof.ssa Fornero e poi dichiarati nel Decreto 1 Giugno 2012. Continuo a non capire come una base dati, spacciata per accurata, stia rivelandosi come il frutto di elaborazioni senza capo né coda. Nemmeno il paventato sovrannumero della platea giustificherebbe certi madornali errori. Ma, seppure ingiustificabile, questa mancanza di professionalità, che sconfina nel disprezzo delle più elementari norme deontologiche, deriva da cause precise (almeno queste sono precise). Delle due l’una:

  • sta sbagliando chi fornisce i requisiti da tradurre in algoritmo per l’estrazione delle occorrenze volute
  • è il programmatore (inteso come team del Centro elaborazioni dati) che non è all’altezza.

Uno dei due dovrebbe essere indotto a cambiare lavoro
e le poltrone dei piani alti dovrebbero essere oggetto di un’interpellanza parlamentare urgente.

Onore al merito,
dobbiamo tutti ringraziare la Sig.ra Rita Cavaterra
che forse è stata l’unica a rappresentare all’Inps tutti i vari punti di caduta del processo.

Purtroppo sappiamo molto bene che nessuno dei papaveri targati Inps verrà chiamato
a rispondere della fallimentare gestione della fase istruttoria e nemmeno degli esiti di questa.

Tuttavia, come sempre, i guai, presenti e futuri, sono a nostro carico e non mi stupirei affatto se l’estrazione finale si concludesse nella maniera peggiore, determinando inclusioni ed esclusioni ingiustificate. Ovviamente è fantascienza pensare che le diverse casistiche che provano le disfunzioni, una volta raccolte dalle diverse sedi dell’Inps e dai Patronati possano essere sottoposte all’attenzione di chi deve correggere il tiro. Si continuerà perciò a navigare a vista sino a quando non verrà emesso il verdetto e chi rimarrà fregato dovrà organizzarsi in proprio per ricorrere contro l’esclusione, rimettendoci tempo, denaro e quel poco di sistema nervoso ancora integro.

Come sapete non è stata data una risposta alla proposta di pubblicare gli elenchi dei salvaguardati, e tutto lascia purtroppo presagire che la gestione della platea dei 65Mila avverrà in perfetta sintonia con la gestione della platea dei 10.000, cioè in modo oscuro e pertanto virtualmente arbitrario in caso di inconcepibile ma non per questo impossibile “lotteria”. Sarebbe bene che ognuno di noi cominciasse a familiarizzare con l’idea di dover ricorrere al T.A.R. e alla Procura della Repubblica per difendere il proprio personale interesse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Ai sensi del GDPR 679/2016 la pubblicazione dei commenti è subordinata al consenso attivo alla raccolta dei dati personali richiesti, necessari a tenere traccia dei commenti stessi. Maggiori informazioni su come, dove e perché vengono memorizzati questi dati sono consultabili alla pagina della Informativa sulla Privacy Policy del sito .

*

  Acconsento a fornire i dati personali richiesti, che verranno trattati in conformità a quanto indicato nel documento della Privacy Policy del Sito

Per inviare un commento è necessario che i cookie del servizio "Invisible Recaptcha" siano abilitati.
Le impostazioni dei cookie possono essere modificate accedendo a questa pagina del Sito