Il commento del Comitato alle affermazioni della On. Chiara Gribaudo

 

Il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” punta molto sulla comunicazione per sollecitare un decreto urgente di salvaguardia per i residuali 6.000 esodati e, da molti fronti, non mancano i ritorni incoraggianti per quanto concerne le aspettative, nonché di stima e apprezzamento per il lavoro che il Comitato sta svolgendo. Su questo fronte il Comitato ha costituito un gruppo di lavoro specifico, conformato ad un’etica propositiva e rispettosa delle parti. Spiace dover constatare come uno dei componenti del gruppo (ora dimessosi dagli incarichi), con un suo commento apparso ieri sulla bacheca della On. Chiara Gribaudo, ora saggiamente cancellato, sia intervenuto con toni polemici in tema di salvaguardie, in un contesto che invece commentava la barbara vicenda di una bimba ferita da un colpo di carabina sparato da uno sconsiderato. Non è questo l’indirizzo del Comitato che, sulla stessa bacheca oggi ha voluto stigmatizzare le distanze che lo separano dall’agire del suo iscritto. Nel caso specifico si sarà pur trattato di una banale, per quanto esecrabile, leggerezza. Il Comitato ne è convinto ma questo non sminuisce l’inopportunità dell’atto, soprattutto nei confronti della vittima e dei suoi famigliari. A fronte dei fatti acclarati, il Comitato si è quindi sentito nel dovere di presentare le proprie scuse attraverso la stessa bacheca rinnovandole ora, dal momento che sulla bacheca in questione non sono più leggibili.

Nel contempo però, la spiacevole circostanza ha portato alla luce, da parte della On. Gribaudo, una visione piuttosto originale della questione esodati. Una visione plastica, dal sapore assolutorio nei confronti della passata legislatura, che purtroppo trova da tempo un certo seguito in ambienti trasversali di chiaro indirizzo liberista e che obbliga ora il Comitato ad alcune puntualizzazioni.

Se non fossero trascorsi quasi sette anni, durante i quali una “Rete dei Comitati” ha costantemente dialogato con la precedente Commissione Lavoro della Camera, se la Rete dei Comitati non avesse mai diffuso capillarmente un lucido ed esaustivo Dossier Esodati, se questo Comitato non avesse rilevato dalla “Rete” il testimone nel continuare a fare capillare informazione con l’aiuto dei media e del web, allora si potrebbe parlare di distrazione, di conoscenza sommaria dei fatti, ma non è così, tanto più che la stessa On. Gribaudo fu tra i firmatari della PDL 3893/2016, iniziativa che, qualora fosse stata approvata, non avrebbe lasciato in mezzo alla strada 6.000 famiglie. Ora quelle 6.000 famiglie sono ancora senza alcun reddito da anni e sono più ancora nella disperazione di prima. Dalle parole della On. Gribaudo emerge quindi una realtà che non trova riscontro nei fatti, una realtà stravolta nel significato stesso dei termini dai quali scaturisce invece il diritto. Cercherò di essere conciso:

1) L’ On. Gribaudo confonde esodati con disoccupati ed eterni occupati. Una rilettura del significato del termine “sinallagma” forse l’aiuterebbe a comprendere la differenza. Si rassereni, nessuno potrà creare in futuro nuovi esodati.

2) Il Governo Letta, succedaneo del Governo Monti, si insediò in data 28 aprile 2013 e la terza salvaguardia risale alla Legge 228/2012. Ergo: 120.000 furono le salvaguardie disposte dal Governo Monti che, con la stessa legge, istituì il “fondo esodati”. Per inciso, le ultime tre salvaguardie la XVII legislatura le ha sovvenzionate utilizzando i risparmi delle precedenti. Per la verità, ci ha sovvenzionato anche altri interventi, compreso il sostegno ai festeggiamenti del carnevale (Legge di Stabilità 2018); 300 milioni che rappresentano poco meno del fabbisogno stimato per la nona salvaguardia.

3) Per le ragioni già addotte, la sinistra al governo ha quindi approvato cinque salvaguardie e non otto.

4) Sicuramente la passata legislatura ha reso gratuito il cumulo dei contributi. Disgraziatamente però ha dimenticato di concederlo anche alla categoria degli esodati e alla donne di Opzione Donna. Senza reddito ormai da sette anni la prima e già fortemente penalizzate, sotto l’aspetto della continuità contributiva, le seconde. Complimenti!

5) In politica, schernirsi dietro al classico “io non c’ero” non significa nulla. Il suo partito c’era e votò all’unanimità (all’u-na-ni-mi-tà) la riforma Monti-Fornero (il termine corretto però è “controriforma”). A differenza che il M5S manco era in Parlamento e la Lega non votò.

6) Forse è un mio limite ma mi viene difficile afferrare quale principio base della controriforma Fornero sarebbe stato fin qui smantellato. Prendo comunque atto; nel contempo non posso esimermi dal notare che, non solo non si è provveduto a separare l’assistenza dalla previdenza ma nemmeno sono state bloccate o riviste le aspettative di vita, non è stato affrontato quell’indegno innalzamento dei requisiti inflitto alle donne e, per contro, si va a penalizzare col regime contributivo ogni miglioria (o presunta tale) del regime pensionistico e questo, checché se ne voglia dire, è perfettamente in sintonia con l’indirizzo ultraliberista degli ultimi governi, governo Monti in primis, tendenti a depotenziare la previdenza pubblica ad esclusivo vantaggio di quella privata.

7) Infine e concludo: gli appelli li inviamo a tutti quei soggetti politici che possono contribuire all’emanazione di una definitiva salvaguardia, senza alcuna preclusione nei confronti dei singoli orientamenti politici. Un nostro conciso dossier è stato inviato ad inizio legislatura a tutti i deputati e capigruppo del Senato e viene tutt’ora distribuito a politici, sindacalisti e giornalisti ad ogni occasione d’incontro. Si deve purtroppo dedurre che la On. Gribaudo non abbia ritenuto di leggerlo ma possiamo sempre rimediare inviandogliene una copia aggiornata se lo ritenesse utile.

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