Chi siamo

Chi siamo

i comitati scendono in piazza

4 Dicembre 2011

è una data destinata a permanere nella memoria collettiva di tutti gli Italiani.

La data in cui viene di fatto smantellato uno tra i sistemi previdenziali migliori in Europa, non può che essere ricordata come una netta demarcazione tra un prima e un dopo.

PRIMA

uno Stato consapevole che la democrazia si misura con il rispetto dello Stato sociale espresso dalle sue leggi.

DOPO

la messa in discussione della forma di Stato, il vero e proprio attacco condotto al suo Welfare, ad iniziare repentinamente dal sistema previdenziale, quale tributo irrinunciabile richiesto da una deriva neoliberista di inusitata violenza.

Mobilitati, Esodati, Autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione:

differenti definizioni per indicare le vittime sacrificali di una riforma previdenziale che non ha eguali nel mondo occidentale in quanto a durezza.Vittime che in questo Vietnam dei diritti sociali sono destinati a subire la retroattività delle nuove regole, rischiando di rimanere senza stipendio e senza pensione perchè hanno confidato nelle regole vigenti al momento in cui hanno lasciato il lavoro.

Per reagire alla protervia governativa e all’ignavia della politica, incalzando allo stesso tempo un sindacato spiazzato dalla marginalità a cui l’attuale Esecutivo vorrebbe relegarlo, abbiamo costituito comitati a Napoli, Roma, Torino, Milano, Lodi e Livorno che interagiscono con rappresentanti politici e sindacali, in ambito territoriale e nazionale.

E’ bene chiarire che rifuggiamo da qualsiasi connotazione di carattere politico.

E pur stigmatizzando l’attuale classe dirigente politica, vogliamo che questa rappresenti con forza in Parlamento l’emergenza sociale che l’irragionevolezza di certi provvedimenti del Governo Monti sta comportando.

Siamo semplicemente cittadini che si sono dati un obiettivo:

quello di ricordare allo Stato – in particolare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero – che i diritti sociali non si toccano; essi sono intimamente connessi con il grado di democrazia sostanziale di una nazione.

Siamo semplicemente cittadini che rifiutano con forza l’ipoteca su un futuro costruito con decenni di duro lavoro e con contributi previdenziali tra i più alti in Europa, e che per questo chiedono al Governo d’essere esentati dalla retroattività della riforma previdenziale.

Questo blog vuol essere pertanto un luogo di incontro

dedicato a chi vuol condividere con altri nella stessa condizione questa difficile fase della propria vita, tramite testimonianze, esperienze e proposte che grazie al loro valore aggiunto possano contribuire al tentativo di ripristinare il normale corso delle nostre esistenze.